Eleanor Oliphant Sta Benissimo di Gail Honeyman

Un libro di una noia mortale o un libro fenomenale?

I pareri non potrebbero essere più contrastanti. E, incredibile a dirsi, più azzeccati.

Eleanor Oliphant annoia. È vero. Lo sottoscrivo. Tuttavia, è un libro che deve annoiare. La noia, anzi, è parte integrante del potere narrativo di questo libro. Perché la voce della protagonista è una voce fuori dal coro, una voce strana, piatta, che la maggior parte delle persone non riesce a ascoltare e allontana da sé.

Eleanor Oliphant è un libro faticoso. È vero. Sottoscrivo. Tuttavia, deve affaticare. Avvicinarsi e capire una persona come Eleanor (asociale, introversa, chiusa, ferita, per nulla empatica) costa fatica sia al lettore sia nella vita reale.

Eleanor Oliphant è amaro, è un libro che parla della solitudine. È un libro, anzi, che te la sbatte in faccia, la solitudine, e ti costringe a guardarla. Sia la solitudine che fa star bene, quella del tipo che fa sentire in pace con se stessi, sia quella della peggior specie. Quella fatta di abitudini eccentriche, pasti consumati in silenzio, bottiglie di vodka scolate per tacere le voci scomode che urlano nel più profondo del sé.

Eleonor Oliphant, soprattutto, è un libro sul potere della gentilezza, dei piccoli gesti (per molti scontati, per altri, invece, tutto il contrario). È un libro sulla resilienza.

Se cercate un giallo, un thriller o il colpo di scena finale sconvolgente questo NON è il libro per voi.

Ma se cercate invece di capire il potere che porta con sé la diversità, la forza dell’amicizia e la risonanza che può avere una voce stonata, ecco, allora ci siamo. Questo libro fa per voi.

Ps. La narrazione in prima persona è particolarmente adatta all’ascolto mezzo audiolibro.

Buona lettura!

Annunci

Mosquitoland, di David Arnold

La sfida: un libro dalla copertina verde. Non ho pensato nemmeno per un secondo di controllare nella mia libreria, la mia bellissima libreria, in salotto, calda e rassicurante, se per caso mi fossi dimenticata di un libro con la copertina verde. Un libro che mi fosse sfuggito, dimenticato in uno scaffale. O appoggiato pensando lo leggerò presto.

Ho subito iniziato a pensare, invece, a quale acquisto succulento mi avrebbe portato questa sfida.

E dopo diverse ricerche, consigli, fantasticherie, oggi posso finalmente sfogliare una chicca: Mosquitoland, a Novellara di David Arnold.

Felice come una Pasqua, per ora è tutto.

Passo e chiudo.

Leggere d’estate

Sì, l’estate è tempo di vacanze. Ma non tutti in vacanza si possono permettere il lusso della lettura. Io per esempio ho una bimba di neanche tre anni che zampetta a destra e sinistra senza fermarsi mai e che mi costringe a inseguirla ovunque come Alice con il Bianconiglio. In vacanza, le sue energie si decuplicano.

Leggo più facilmente quando sono a casa.

Quando sono tranquilla e so per certo che se mi siedo sul divano per cinque minuti l’uragano bianconiglio non rischia di scivolare in un torrente. O ruzzolare giù per un sentiero. O farsi la pipì addosso mentre lancia sassi nel più bel lago mai visto. Totalmente incontaminato e sprovvisto di toelettes.

Però d’estate i miei tempi si distendono. Si dilatano. E per quasi due mesi interi il pensiero del lavoro mi sfiora a metà, regalandomi preziosissime ore per dedicarmi a ciò che amo: leggere.

Questa estate mi ha regalato il tempo di leggere Ventimila Leghe Sotto I Mari, di cui vi ho già parlato. Di partecipare alla #allevireadathon con Ikigai… di libri e altre passioni che sto amando alla follia (le ragazze stanno leggendo il terzo libro, Le ossa della principessa, ma io non sono riuscita a fermarmi e ho già finito il quarto!). Di iniziare la prova gratuita di 30 gg di Audible, esperimento di cui vi parlerò a breve (finita la prova) e che mi ha regalato Le assaggiatrici di Rossella Pastorino. E di iniziare, proprio oggi, Central Park di Guillaume Musso.

Amo l’estate. E oggi che il tempo si sta facendo incerto e una nube scura spunta all’orizzonte, inizio a sentire quella nostalgia che mi pervade quando giunge al termine.

Blog Tour: Look Left di Katiuscia Napolitano

Ueilà readers!

Siamo l’ultima tappa del blog tour (il mio primo blog tour!!) del libro Look Left.

Look Left è il nuovo libro di Katiuscia Napolitano (curatrice dei blog Little K LibraryRaccontAmi) edito da Bookabook.

Seguo il suo blog perchè ho trovato in lei un’anima affine nell’amore che nutre per Londra, che, insieme a Pedro e Livia, è la terza protagonista del libro. Sì, perchè Londra nelle pagine che sfoglierete non è soltanto lo sfondo su cui si intrecciano e sciolgono le vite dei protagonisti ma è anche la città galeotta attraverso cui i due si innamorano.

Nelle pagine di Look Left Londra si respira, si vive. Ti fa desiderare di essere là per ripercorrere i passi dei personaggi e vedere con i tuoi occhi ciò che ha da offrire. Si passeggia attraverso le strade di Portobello, si fa shopping a Cadmen, si sale e si scende dalla metro scoprendo insieme fermate inaspettate. La cosa che mi ha strabiliato di più, essendo stata diverse volte a Londra, sono stati gli angoli curiosi e particolari che l’occhio dell’autrice è riuscita a cogliere, come per esempio l’assurdo e pittoresco museo Viktor’s Wynd oppure il sottovalutato Sir John Sloane’s Museum.

Mi ha talmente ispirata, che ho creato una mappa dei luoghi che Livia suggerisce di visitare nell’articolo con cui il suo blog, The Travelling Girl, concorre per un’importante rivista: Around the World. Dateci un’occhiata: ha la stoffa per vincere secondo voi?

img_1804

Non credo di sbagliare nel dire che l’autrice abbia scritto una guida di viaggio per niente convenzionale.

Perchè anticonvenzionale? Beh, perchè le sue pagine hanno il potere di far innamorare il lettore. Piano piano, elegantemente, quasi senza accorgersene.

Bookabook ha deciso di puntare su un metodo nuovo di fare editoria: il crowdfunding. Io questo libro ve lo consiglio proprio, perciò, se volete sostenere la giovane autrice, prenotate la vostra copia qui: Look Left di Katiuscia Napolitano.

Buona lettura!

Libridine

Ho tutto ciò di cui ho bisogno. Non manco di nulla. Sento questo strano sentimento, gratitudine misto goduria, che mi pervade ogni volta che mi volto verso il comodino.

Ventimila Leghe Sotto i Mari è uno straordinario regalo dei miei colleghi di lavoro. Ed è anche la mia estrazione di questo mese per la Ikigai challenge. Lo sto divorando pagina dopo pagina, miglio nautico dopo miglio nautico.

Quando ho letto questo passaggio, mi sono venuti i brividi dall’emozione. Empatica come sono, è stato come se mi fossi trovata io al cospetto del famigerato Capitano. Come se fossi io un passeggero del Nautilus, alla scoperta di formidabili mondi marini. Eh, è proprio vero, Calvino aveva ragionissima: un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.

Poi c’è l’Alliva, di Alessia Gazzola che ho appena terminato di leggere per la #allevireadthon e che mi è piaciuto da morire. Un’unica domanda: cosa caspita aspettavo a cominciare questa serie? Dove avevo la testa?

E poi c’è anche Central Park, di cui tutti mi stanno parlando spudoratamente bene. Regalo della mia migliore amica, peraltro, che ha fatto centro come solo lei sa fare!

Perciò, ecco, sono arrivata fin qui per dirvi che sono felice. Ho tutto quel che mi serve per godermi un po’ di meritato riposo viaggiando con la mente (e non solo perché tra poco partiremo in cerca di fresco e refrigerio) ed è una sensazione bellissima.

Vi auguro lo stesso, gratitudine e goduria.

Douglas Adams: Dirk Gently, Agenzia Investigativa Olistica

Ueilà readers!

img_1793

Oggi vi parlo di uno dei romanzi più strambi che abbia mai letto: Dirk Gently, Agenzia Investigativa Olistica di Douglas Adams.

Cos’è Dirk Gently, Agenzia Investigativa Olistica? Cos’è?! Ehm… dunque… che è un romanzo molto strano l’ho già detto?

L’ho scelto perché amo l’autore, questo titolo mi mancava e mi serviva giusto una scusa, ovvero l’estrazione della challenge di Giugno (quale challenge???? dai sù, la Ikigai Book Challenge !!) per far passare Dirk Gently avanti nella mia lista dei libri da leggere! Quale categoria mi era capitata? Viaggi nel Tempo.

Douglas Adams è uno degli scrittori di fantascienza più folle, geniale e divertente che abbia mai letto. In questo romanzo ci sono:

  • gatti scomparsi (no, non sono morti, tranquilli. Sono solo momentaneamente – in alcuni casi anche da più di vent’anni – assenti).
  • un monaco elettrico (sì, avete letto bene, elettrico) progettato per aver fede in tutto quello che lo circonda. Il monaco in questione è un androide difettoso, almeno credo.
  • un’agenzia investigativa che oltre ad occuparsi di gatti scomparsi opera nel settore olistico, ovvero l'”interconnessione fondamentale di tutte le cose”
  • un investigatore, Dirk Gently, noto anche come Svlad Cjelli, specializzato in gatti scomparsi, divorzi complicati e, a quanto sembra, salti temporali.
  • il professor Reg che ha un’età “sul versante anziano del completamente indeterminato”
  • diversi altri personaggi tra cui Samuel Taylor Coleridge, poeta e grande conoscitore di mostri melmosi.
  • un po’ di meccanica quantistica che non fa mai male e un divano incastrato nelle scale del nostro protagonista: un programmatore informatico nerd temporaneamente posseduto da un fantasma.

Allora, avete capito tutto? Glisso la trama perché con gli elementi sopra elencati mi pare che sia tutto chiaro.

Ah dimenticavo! Dirk, Reg e Richard MacDuff, il programmatore nerd, hanno il compito di salvare il mondo da spregevoli creature melmose (vedi S. T. Coleridge che di esse ne sapeva più di quanto volesse far credere). A dire il vero, l’artefice della distruzione della terra dovrebbe essere un fantasma molto cattivo che per errore ha ucciso tutto il suo equipaggio. Non ho il coraggio di dirvelo, tuttavia devo: il fantasma è un alieno. Tutto chiaro?

Scherzi a parte, ecco la mia interpretazione: l’alieno, miliardi di anni fa, ha commesso una manovra che ha bloccato la sua nave spaziale e ucciso tutto il suo equipaggio. Da qui, il terribile errore che, se interpreto correttamente, ha dato origine alla vita. La sua punizione è quella di trascorrere l’eternità a vagare sulla terra, come un fantasma, a guardare il lento evolversi di forme intelligenti. Il fantasma possiede Coleridge, che scrive Kubla Kan, ma che non riesce a terminare costringendo il fantasma a continuare la sua espiazione. Che di espiazione, poi, non si tratta affatto dato che il fantasma, come ho detto, è molto cattivo e vuole tornare indietro nel tempo per correggere il suo errore, ovvero, la nascita della vita.

Infine, lo spazio dedicato agli animali. Oltre ai mostri marini vale la pena di ricordare il cavallo del monaco elettrico, finito per errore nel bagno di Reg, e l’albatross, che se non ho capito male, prima che Dirk facesse un salto nell’ottocento a dare qualche dritta poetica a Coleridge, doveva essere un asteroide.

Una lettura condita di nonsense e di pause durante le quali alzerete gli occhi per domandarvi “ma cosa caspita ho appena letto?!”

Insomma, una lettura spassosa, divertente e per nulla chiara.

Posso solo augurarvi una cosa: che abbiate un divano comodo sul quale sedervi e leggere questo gioiellino!

Ah, se volete acquistarlo… fatelo attraverso questo link e mi aiuterete a far crescere il blog! Dirk Gently, agenzia investigativa olistica

Ventimila Leghe Sotto il Mare, J. Verne

Ueilà readers!

  • Mi è stato regalato Twenty Thousand Leagues Under the Sea by Jules Verne per il mio compleanno! La cosa più fantastigliosa è che i miei amici sapevano della mia collezione di Penguin Clothbound (vedi Il mio primo Clothbound) e si sono procurati non solo un classico della collezione, ma uno dei più belli! Sì, ho gli amici migliori del mondo, lo so!!
  • Twenty Thousand Leagues Under the Sea si presenta esteticamente come un libro bellissimo, con le sue meduse gialle che fluttuano in un misterioso mare nero. E come se non fosse abbastanza, le straordinarie illustrazioni di P. J. Hetzel accompagnano il viaggio della lettura pagina dopo pagina.
  • Come anticipato nel mio ultimo articolo (Ikigai Book Challenge), sto partecipando alla sfida posta dalle straordinarie lettrici del blog Ikigai… di libri e altre passioni e neanche a farlo apposta la mia estrazione di Luglio è stata: un classico! Riuscite a immaginarmi mentre mi sfrego soddisfatta le mani prima di iniziare a sfogliare Verne?
  • C’è solo un problema: il libro è in inglese, cosa che non mi crea problemi se non quello di rallentare il ritmo di lettura, è composto da 488 fittissime pagine e la scadenza è il 30 Luglio!
  • Meglio darsi una mossa!
  • A prestissimo readers, e come sempre… buona lettura!