Ikigai Book Challenge 2018

Ueilà readers!

Ho trovato un gruppo di lettrici che partecipano alla Ikigai Book Challenge che sono semplicemente straordinarie! Cos’è la Ikigai Book Challenge? Cos’è? E’ una sfida di lettura, una specie di Book Jar virtuale in cui a tappe vengono assegnate delle “estrazioni” con una serie di obiettivi (colore della copertina, genere del libro, lunghezza del titolo e via dicendo) e qualche titolo.

Eh niente, volevo solo dirvi che con queste ragazze mi sono trovata benissimo, gli obiettivi sono stimolanti e per una che, come me, ama leggere insieme, beh, ecco, si tratta di un vero e proprio paese dei balocchi!

Grazie a loro ho letto Fidanzati D’Inverno, l’Attraversaspecchi di Christelle Dabos, libro che difficilmente avrei letto senza i consigli delle ragazze che partecipano alla sfida. E volete sapere? Mi è proprio piaciuto!

L’estrazione successiva, che non ho terminato in tempo perchè sono stordita, riguarda i “viaggi nel tempo”. Ho scelto Dirk Gently, agenzia di investigazione olistica, un romanzo umoristico dello scrittore britannico Douglas Adams che, come avevo previsto perchè amo Douglas in tutte le sue forme, mi sta piacendo moltissimo.

Per ora è tutto, a presto!

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La verità sul caso Harry Quebert: quanta carne al fuoco!

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Ueilà readers! Siamo alla terza tappa della nostra lettura de La verità su caso Harry Qubert, di Joel Dicker. Oggi scambiamo qualche impressione sulla Parte Seconda, ovvero da pag 425 a pag 626.

Facciamo il punto della situazione: il capitano Pratt è stato arrestato con l’accusa di molestie sessuali a danni di un minore, mica roba da poco insomma, e Marcus Goldman si è rimesso al lavoro per scrivere il romanzo su Harry Quebert e le indagini che sta conducendo sul caso.

La seconda parte comincia con una sorta di ricostruzione del fatidico 30 Agosto 1975. Diverse questioni importanti rimangono senza risposta, sia per noi lettori, sia per Marcus Goldman e il suo libro, sia per Gahalowood che non sa che pesci pigliare, sia per Quebert che è ancora in prigione. I livelli narrativi sono molti, ma gli interrogativi rimangono validi per tutti:

Qual’è il ruolo di Stern? Chi capita è Luther Caleb? La famiglia Kellergan c’è o ci fa? Harry Quebert perché non parla chiaro? Cosa continua a nascondere? Chi ha rubato il foglio nella cassaforte di Tamara? Chi ha scritto le lettere anonime a Quebert? Per caso è la stessa persona che ora le sta scrivendo a Marcus Goldman?

Per aver superato la metà del libro sono ancora un mucchio di interrogativi…

Brancolando nel buio più totale Gahalowood e Goldman vanno a interrogare la sorella di Luther Caleb, sperando di capire qualcosa di più su questa figura al limite del misterioso. Il ritratto che ne dipinge la sorella a miei occhi confonde ulteriormente le acque: Luther era un giovane promettente che amava dipingere. Un vero talento. Un artista. Vittima di uno spregevole incidente, la sua vita cambia radicalmente: aggredito da una banda di farabutti, la Banda dei calci piazzati, Luther si salva per miracolo rimanendo tuttavia storpio, deformato e con un grave difetto di pronuncia. Per due anni si richiude in casa, la sua vita bloccata, paralizzata, senza un futuro.

Come se non fosse un’avventura abbastanza sconvolgente e assurda di suo, un bel giorno il signor Stern bussa proprio alla porta di Luther in cerca di aiuto per via di uno pneumatico bucato. Voilà, nel ringraziare Luther per l’aiuto ricevuto ecco che a Stern viene in mente di aver bisogno proprio di un autista!

Ma le stranezze non finiscono qui. Tornando al 1975, quando il padre di Luther si rende conto della sua scomparsa, invece di rivolgersi alla polizia decide di cercarlo da solo per una settimana. Dunque: ci siamo già cascati per il padre di Nola, ora, caro signor Dicker, crede che ci ricaschiamo un’altra volta? E sopratutto, possibile che tutti i personaggi agiscano sempre facendo il contrario di ciò che andrebbe fatto? Come espediente narrativo ci sta, va bene confondere le acque, ma qui non stiamo esagerando?

Bene, da questo momento in avanti Luther Caleb diventa il sospettato numero uno. Il padre di Luther, il signor Stern e Travis Dawn lo dipingono come uno che importunava le donne ed ecco dunque che anche noi dobbiamo berci questa panzana. Sì, sono rancorosa, ma tanto lo so già: questa è una falsa pista. Ne sono certa. Sento puzza di bruciato da qui, nel mio salotto, e questa puzza viene dall’America, dov’è ambientato il libro, ma soprattutto dalla Francia, dove presumo sia stato scritto. Insomma, miglia e miglia di puzza di bruciato.

Proseguendo, assistiamo al tentativo di restaurare la reputazione di Nola. Da musa ispiratrice e ragazza innocente passa a essere una ragazzina maliziosa disposta a regalare servizietti gratuiti senza nessuna motivazione, ma ora che non serve più sospettare di lei Marcus (o l’autore?) si sente in dovere di ristabilire il suo nome: ecco dunque che si lascia ritrarre nuda da Luther in cambio dell’affitto della casa che Harry non si può più permettere. Mah, cosa ne pensate? Io credo che a quindici anni si abbiano diverse personalità, cioè, l’adolescenza è un periodo di ricerca del sé. Ci può stare, ma non mi convince del tutto. Oltretutto, questo desiderio (da parte di una quindicenne, non scordiamolo), di proteggere il suo amato (un uomo, grande e vaccinato) porterebbe Nola anche a casa dei Quinn dove sarebbe riuscita a monitorare il “povero” Robert affinché derubasse la moglie del biglietto che incriminerebbe Quebert. Mi sembra tutto molto assurdo, ma almeno siamo davanti al primo tentativo di rispondere alla prima delle domande poste a inizio articolo.

Ma allora Luther avrebbe ucciso una giovane innocente perché si era invaghito di lei mentre lei amava un altro? Sbagliato! E infatti quando Gahalowood e Goldman vanno in cerca del capitano Pratt per ulteriori domande, ecco che lo trovano morto stecchito. si renderanno conto vero che qualcosa non quadra? Sì, vero? No. La seconda parte si conclude con l’ufficio del procuratore che dichiara responsabile della morte di Nola Kellergan e Deborah Cooper niente po po’ di meno che Luther Caleb.

Mah, sono più confusa che all’inizio.

La verita sul caso Harry Quebert: proseguiamo

Ueilà readers, vi ho lasciati la settimana scorsa con le primissime impressioni sulla prima parte del testo, fino al consiglio 24 (per chi legge la versione cartacea fino a pagina 188): La verità sul caso Harry Quebert: iniziamo. Oggi proseguiamo e arriviamo fino al consiglio di scrittura numero 15, ovvero pag 398.

Sospettavo di Jenny, la dolce camerierina bionda innamorata e non corrisposta dal grande scrittore. Pensavo che il rancore per il suo amore non corrisposto fosse il movente. Ebbene, neanche tre pagine più avanti la mia pista viene smantellata. Marcus Goldamn sta attraversando un momento di incertezza, non sa se scrivere un libro sull’amico possa aiutarlo a scagionarlo. Teme piuttosto che possa avere l’effetto contrario, che possa nuocere al suo maestro che attualmente si trova a un passo dal braccio della morte.

E invece devi farlo, Marc! Perché un libro è probabilmente l’unico modo per dimostrare all’America che Harry non è un mostro. Non ha fatto niente, ne sono sicura.

Non proprio le parole di un’assassina, che in quel caso vorrebbe allontanare ogni forma di attenzione dall’indagine, figurarsi la pubblicazione di un libro da parte di uno scrittore di fama nazionale. Diciamo che, non penso che l’assassino/a incoraggerebbe un giovane scrittore a ficcanasare nel passato, ecco. Ma allora chi può essere stato?

Intanto nella linea temporale del 1975 la relazione tra Harry Quebert e Nola va avanti, altalenando tra momenti felici e indimenticabili come la gita a Rockland alle indecisioni dello scrittore che per quanto dichiari di amarla è pur sempre consapevole di aver trent’anni in più.

Nel 2008, Marcus Goldman prosegue le sue ricerche andando a parlare col padre di Nola, il tenero, ma roso dal dolore, reverendo Kellergan. Goldman si confronta poi con il sergente Gahalowood e con l’avvocato di Quebert, Roth. E qui, nella prigione dove è stato rinchiuso Quebert, avviene una svolta che ho trovato sensazionale: Harry Quebert riceveva delle lettere anonime battute a macchina:

So cos’hai fatto a quella ragazzina di 15 anni. E presto lo saprà tutta la città.

Ma santa pazienza, perché cavolo non ne ha parlato subito? Cioè, qualcuno sapeva di Harry e Nola, lo sapeva già nell’estate del 1975. Un possibile indiziato! Perché Quebert non ne ha fatto parola? Eh? Perché??

Poche pagine dopo, scopriamo attraverso la testimonianza di un’amica che Nola veniva picchiata in casa. Stessa domanda di prima: Harry non ne sapeva nulla? Si amano, passano molto tempo insieme e lui non se ne accorge? Uhm… non mi convince. E infine la bomba, sganciata nelle ultime righe di questo stesso capitolo, il 21: l’amica dichiara che Nola doveva spogliarsi e lasciarsi toccare da un vecchio riccone del paese, un certo Elijah Stern. Cosa??? Il tutto mi sembra inverosimile e assurdo.

E a proposito di inverosimile e assurdo, vogliamo parlare delle lettere anonime che si scambiano Harry e Nola?

Tesoro mio, come puoi dire che non ti amo? Eccoti delle parole d’amore, parole eterne che vengono dal più profondo del cuore. Parole per dirti che penso a te ogni mattina appena mi sveglio…

Ma cos’è? Un grande scrittore di fama mondiale o un bambino delle elementari? La banalità di queste lettere mi ha fatto seriamente pensare di chiudere il libro. Però non l’ho fatto, e meno male perché ancora qualche capitolo ed ecco una nuova svolta, il pregio di questo romanzo peraltro: i colpi di scena.

Quale svolta? Harry e Jenny sono finalmente usciti insieme, lui per cercare di dimenticarsi di Nola, lei perché ne è follemente innamorata, ma la serata è stata un disastro e proprio mentre Jenny cerca di consolarsi prima di rientrare a casa arriva Travis Dawn, che casualmente passava davanti a casa sua. Questo Travis non mi convince. No. Per niente. E il suo movente sarebbe proprio Harry: togliendolo di mezzo avrebbe la strada libera per potersi finalmente dichiarare a Jenny.

Che dite, sarò stato lui? Ci sono altri due personaggi di cui sospetto: Luther Caleb, oscuro e misterioso, e la madre di Jenny (che mi sembra una squilibrata). Moltissima carne al fuoco, forse troppa.

Ultima osservazione: la relazione Gahalowood-Goldman. Ritengo che finora, tra tutte le coppie mal assortire descritte nel romanzo (Harry-Nola, i coniugi Quinn, Elijah-Luther ecc.) l’unica relazione, anche in senso platonico, ben descritta, addirittura quasi divertente, sia proprio l’amicizia che nasce tra il giovane scrittore e il sergente. Questi due, insieme, mi piacciono un sacco.

My word Award 2018

RaccontAmi

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Buondì e buon inizio settimana!

Settimana scorsa sono stata nominata dalla blogger di MentreLeggevo per questo piccolo Award e per questo la ringrazio (PS: date un occhio al suo profilo e ai suoi consigli librosi!).

Torniamo al tag: il tutto, molto semplicemente, consiste nel rispondere a queste dieci domande, nominare dieci blogger e proporre le mie domande.

Le domande di Mentre Leggevo, a cui rispondo super volentieri sono:

1. Il libro che ti ha fatto ridere di più?

Allora, ce ne sono tanti. Tipo, il già super incredibilmente citato Pennac. Ma dato che di lui ho già parlato, darò lo scettro a Una Banda di Idioti, che ho in lettura adesso. C’è stata una scena, che non descriverò solo per lasciarvi la soddisfazione, che mi ha fatta ribaltare dal letto. Il libro, sono a metà, continua ad avere scene esilaranti ma la trama si sta un po’ perdendo…

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Firmino – Sam Savage

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con il gruppo di lettura di Acciobooks sto rileggendo Firmino di Sam Savage (ne ho già parlato in precedenza qui: Acciobookclub: Firmino).

Volevo condividere anche con voi una bellissima citazione, neanche una decina di righe che mi hanno fatto riflettere molto:

[…] non si deve necessariamente credere alle storie per amarle. Io amo ogni genere di storia. Amo il suo modo di procedere: inizio, sviluppo e fine.  Amo il lento accumularsi di senso, i paesaggi ancora indistinti e vaghi dell’immaginazione, i percorsi tortuosi e intricati, le pendici boscose, gli specchi d’acqua e i loro riflessi, le svolte tragiche  e i comici incidenti di percorso.

Voi cos’amate di più della lettura? Io mi ritrovo nelle parole di Firmino, il nostro topo antidisneyano divoratore di libri: amo ogni genere di storia, ma ancor più il lento costruirsi di un viaggio. Il percorso che lentamente viene a crearsi.

Il racconto è ironico e malinconico allo stesso tempo. Il sapore delle pagine è denso, a tratti amaro soprattutto quando traspare l’emerginazione e il desiderio di Firmino di essere amato. In altri momenti il sapore è agrodolce, come per esempio quando manifesta il suo amore per la lettura o la ricerca di una propria dignità.

Un libro che attraverso le avventure di un ratto parla dell’amore per i libri, del desiderio di trovare il proprio posto nel mondo e del tentativo di essere una “persona” migliore. Niente male, niente male affatto.

Se volete leggerlo, lo trovate per esempio qui: Firmino. Avventure di un parassita metropolitano

My World Award 2018

Lily Poppins

Buongiorno! Ieri il blog Mentreleggevo che, se ancora non conoscete, vi invito a seguire, mi ha invitato a partecipare. L’idea nasce con l’obiettivo di conosce meglio i blog che seguiamo attraverso 10 domande che spaziano dal personale al tema del blog. 

Regole:

1. Seguire e taggare il blog che ti ha nominato.

2. Rispondere alle sue 10 domande.

3. Nominare a tua volta 10 blogger.

4. Formulare altre 10 domande per i tuoi blogger nominati. Le domande possono essere su VITA PRIVATA, VIAGGI, CINEMA, ESTETICA, MUSICA, SERIE TV, LIBRI e CIBO.

5. Informare i tuoi blogger della nomination.

 Ecco qui le domande scelte da Mentreleggevo e le mie risposte.

Pronti, partenza via!

1. Il libro che ti ha fatto ridere di più?

– Si tratta in verità di un fumetto: Lupo Alberto. Non potevo leggere senza ridere. Di libri ce ne sono stati diversi, uno su tutti

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