Sleeping Beauties: una favola dark

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In foto mia figlia che mi aiuta a perdere il segno.

A parte la tristezza che mi attanaglia ogni volta che temino un buon libro, mi ritrovo a domandarmi: ma cos’è che ho appena finito di leggere? Sleeping Beauties non è un horror, non nel senso a cui King ci ha abituato. Non è neanche un thriller, non nel senso classico del temine almeno. Allora cos’è? Direi una buonissima favola dark per adulti appasionati del Re. Ecco cos’è.

Criticato ferocemente sia per l’inclusione del figlio nella scrittura del romanzo sia per i riferimenti perlopiù critici a una determinata fetta d’America, il libro parte da un’idea forte: come sarebbe il mondo senza donne? Beh, in buona sostanza, gli autori ci dicono che sarebbe un brutto brutto mondo in cui vivere. Apocalittico, confuso, violento.

E come fanno a dircelo? Qui credo che l’impronta del Re sia più marcata di quella del figlio perchè invece che dire o raccontare, in queste pagine il mondo senza donne ci viene mostrato. Così come ci viene mostrato – e non dichiarato – il sostegno di King al femminismo.

Sleeping beauties, pieno zeppo di personaggi, diventa quindi una sorta di ricettacolo di punti di vista su un discorso culturale dominante. King dipinge figure a cui da una voce. L’insieme di queste voci veicolano violenze, abusi, stereotipi il cui filo conduttore è il femminismo. Una guardia che invece di sorvegliare e proteggere le detenute, le palpeggia e abusa di loro. Ci sono mariti padroni, mariti assenti e ci sono mariti inutili. e poi i manigoldi imbecilli dei fratelli Gringer, in puro stile King. Per ultimo Frank Geary, l’accalappia cani che non riesce a tenere sotto controllo i suoi accessi d’ira. Vuole proteggere la figlia a qualunque costo, spesso e volentieri spaventandola. E allontana la moglie che proprio a causa della sua insabilità vuole il divorzio.

Uno dei punti di forza è che non c’è morale. Sleeping Beauties è piuttosto l’articolarsi di un dibattito. Infatti, se il messaggio fosse esclusivamente femminista la storia non si svilupperebbe intorno a un carcere femminile. I profili che ne risultano mostrano donne aggressive, violente, disturbate. Insomma, chi è senza peccato – e questo vale per entrambi i generi – scagli la prima pietra.

Se lo volete leggere, potete acquistalo qui: Sleeping beauties

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Autore: mentreleggevo

Donna, mamma, compagna. Insegnante di giorno, proiezionista cinematografica la sera. Sono un'avida lettrice e vi aspetto nel mio "salotto" per leggere con voi.

2 pensieri riguardo “Sleeping Beauties: una favola dark”

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