La verita sul caso Harry Quebert: proseguiamo

Ueilà readers, vi ho lasciati la settimana scorsa con le primissime impressioni sulla prima parte del testo, fino al consiglio 24 (per chi legge la versione cartacea fino a pagina 188): La verità sul caso Harry Quebert: iniziamo. Oggi proseguiamo e arriviamo fino al consiglio di scrittura numero 15, ovvero pag 398.

Sospettavo di Jenny, la dolce camerierina bionda innamorata e non corrisposta dal grande scrittore. Pensavo che il rancore per il suo amore non corrisposto fosse il movente. Ebbene, neanche tre pagine più avanti la mia pista viene smantellata. Marcus Goldamn sta attraversando un momento di incertezza, non sa se scrivere un libro sull’amico possa aiutarlo a scagionarlo. Teme piuttosto che possa avere l’effetto contrario, che possa nuocere al suo maestro che attualmente si trova a un passo dal braccio della morte.

E invece devi farlo, Marc! Perché un libro è probabilmente l’unico modo per dimostrare all’America che Harry non è un mostro. Non ha fatto niente, ne sono sicura.

Non proprio le parole di un’assassina, che in quel caso vorrebbe allontanare ogni forma di attenzione dall’indagine, figurarsi la pubblicazione di un libro da parte di uno scrittore di fama nazionale. Diciamo che, non penso che l’assassino/a incoraggerebbe un giovane scrittore a ficcanasare nel passato, ecco. Ma allora chi può essere stato?

Intanto nella linea temporale del 1975 la relazione tra Harry Quebert e Nola va avanti, altalenando tra momenti felici e indimenticabili come la gita a Rockland alle indecisioni dello scrittore che per quanto dichiari di amarla è pur sempre consapevole di aver trent’anni in più.

Nel 2008, Marcus Goldman prosegue le sue ricerche andando a parlare col padre di Nola, il tenero, ma roso dal dolore, reverendo Kellergan. Goldman si confronta poi con il sergente Gahalowood e con l’avvocato di Quebert, Roth. E qui, nella prigione dove è stato rinchiuso Quebert, avviene una svolta che ho trovato sensazionale: Harry Quebert riceveva delle lettere anonime battute a macchina:

So cos’hai fatto a quella ragazzina di 15 anni. E presto lo saprà tutta la città.

Ma santa pazienza, perché cavolo non ne ha parlato subito? Cioè, qualcuno sapeva di Harry e Nola, lo sapeva già nell’estate del 1975. Un possibile indiziato! Perché Quebert non ne ha fatto parola? Eh? Perché??

Poche pagine dopo, scopriamo attraverso la testimonianza di un’amica che Nola veniva picchiata in casa. Stessa domanda di prima: Harry non ne sapeva nulla? Si amano, passano molto tempo insieme e lui non se ne accorge? Uhm… non mi convince. E infine la bomba, sganciata nelle ultime righe di questo stesso capitolo, il 21: l’amica dichiara che Nola doveva spogliarsi e lasciarsi toccare da un vecchio riccone del paese, un certo Elijah Stern. Cosa??? Il tutto mi sembra inverosimile e assurdo.

E a proposito di inverosimile e assurdo, vogliamo parlare delle lettere anonime che si scambiano Harry e Nola?

Tesoro mio, come puoi dire che non ti amo? Eccoti delle parole d’amore, parole eterne che vengono dal più profondo del cuore. Parole per dirti che penso a te ogni mattina appena mi sveglio…

Ma cos’è? Un grande scrittore di fama mondiale o un bambino delle elementari? La banalità di queste lettere mi ha fatto seriamente pensare di chiudere il libro. Però non l’ho fatto, e meno male perché ancora qualche capitolo ed ecco una nuova svolta, il pregio di questo romanzo peraltro: i colpi di scena.

Quale svolta? Harry e Jenny sono finalmente usciti insieme, lui per cercare di dimenticarsi di Nola, lei perché ne è follemente innamorata, ma la serata è stata un disastro e proprio mentre Jenny cerca di consolarsi prima di rientrare a casa arriva Travis Dawn, che casualmente passava davanti a casa sua. Questo Travis non mi convince. No. Per niente. E il suo movente sarebbe proprio Harry: togliendolo di mezzo avrebbe la strada libera per potersi finalmente dichiarare a Jenny.

Che dite, sarò stato lui? Ci sono altri due personaggi di cui sospetto: Luther Caleb, oscuro e misterioso, e la madre di Jenny (che mi sembra una squilibrata). Moltissima carne al fuoco, forse troppa.

Ultima osservazione: la relazione Gahalowood-Goldman. Ritengo che finora, tra tutte le coppie mal assortire descritte nel romanzo (Harry-Nola, i coniugi Quinn, Elijah-Luther ecc.) l’unica relazione, anche in senso platonico, ben descritta, addirittura quasi divertente, sia proprio l’amicizia che nasce tra il giovane scrittore e il sergente. Questi due, insieme, mi piacciono un sacco.

Autore: mentreleggevo

Donna, mamma, compagna. Insegnante di giorno, proiezionista cinematografica la sera. Sono un'avida lettrice e vi aspetto nel mio "salotto" per leggere con voi.

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