L’avvelenatrice, terza tappa della lettura condivisa

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In questa tappa della lettura condivisa, la terza del merviglioso GDL “Le avvelenatrici”, trattiamo i capitoli 8 e 9 de L’avvelenatrice, la storia della perfida marchesa di Brinvilliers.

Il capitolo 8, che ahimè ho sentito pesante e noioso, riporta sotto forma di cronaca i progressi d l’interrogatorio della marchesa e successivamente una lunga digressione (suddivisa in tre sotto-digressioni) sulla validità e l’utilizzo di una confessione in tribunale.

Nel nono capitolo, invece, avviene un brusco e gradevole cambio di prospettiva. Viene introdotto il prete/dottore Pirot il quale accompagnerà la marchesa nella preparazione della sua anima alla condanna di morte e infine al patibolo. Riga dopo riga, pagina dopo pagina, si assistete a un profondo mutamento della marchesa, che si pente e cerca di ripulire la sua anima prima di giungere al cospetto divino.

Il lettore contemporaneo, in questa seconda metà del racconto, figlio dell’immancabile colpo di scena, si aspetta un trucchetto da parte della perfida marchesa, una ribellione, un colpo di scena… qualcosa tipo l’avvelenamento dei carcerieri e/o una possibile conseguente fuga. Tuttavia dubito che una simile svolta possa essere compatibile con l’inchiesta che Dumas intende raccontare, tanto meno con la realtà del 1600.

Tra le tracce proposte dal gruppo di lettura, tutte molto interessanti, quella che sento più mia riguarda i metodi di giustizia del diciassettesimo secolo. Abbiamo assistito, infatti, alla tortura di Lachaussèe nel capitoli precedenti, quella dello stivaletto, e nel prossimo ci toccherà assistere a quella della marchesa. Siete pronti? Io mica tanto.

Seguite il prossimo articolo e faremo qualche riflessione insieme sui metodi e sugli strumento di giustizia del 1600.

Buon proseguimento!

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I due mondi alle porte dell’aldilà, Bruno Attanasio

Oggi ho finito di leggere I due mondi alle porte dell’alidà, di Bruno Attanasio, grazie a AltroMondo Editore e Caosfera Edizioni.

Il libro narra le guerre che imperversano nelle Terre Libere a causa di un portale magico che ha liberato il Male e lo ha diffuso tra le popolazioni che fino a quel momento vivevano in pace nonostante le loro diversità.

Il Basilisco, antica e imperscrutabile creatura, ha aperto un varco tra i mondi, spingendo i dannati, privi di qualsiasi volontà propria, ad uccidere ancora. La nobile casata magica degli Attardo crea allora un sigillo, per impedire a qualsiasi creatura dell’aldilà di penetrare nei territori delle ultime Terre libere. Fino a quando qualcuno riesce a valicare il portale. Ora una terribile minaccia incombe e Brux, il mago, è chiamato ad affrontare qualcosa di mai visto prima…

Un libro fantasy, popolato da tantissimi personaggi intrepidi e misteriosi (talvolta, ahimè, però anche difficili da riconoscere) le cui vicende catturano l’attenzione e invogliano a proseguire fino all’ultima pagina.

La battaglia principale è quella tra il Bene e il Male. Tra chi combatte per la libertà e ciò che c’è di buono e giusto nelle Terre Libere contro creature malvagie e dannate. Ci sono due potenti Maghi, Nani, Elfi, Troll, Draghi… tutti gli ingredienti necessari per chi è appassionato di avventura e di fantasy.

Il finale non è proprio una fina, anzi… nelle ultime pagine vengono lasciate aperte delle importanti svolte narrative che farebbero pensare a un proseguimento della storia.

Punti critici: il testo è costellato da una serie di refusi, forse perché ho letto una primissima edizione del romanzo, sui quali si potrebbe anche sorvolare se non fossero accompagnati anche da errori grammaticali e periodi sconclusionati. Una revisione del testo, a mio avviso, lo renderebbe decisamente più accattivante e piacevole. L’autore, del resto, ha tutto il tempo (volendo, anche nella seconda parte del libro) di riscattarsi e dare alla luce un testo più snello e sfoggiare uno stile più elegante.

Bruno Attanasio è nato a Monza nel 1984. Cresciuto in un ambiente famigliare nel quale gli interessi umanistici e filosofici hanno da sempre rivestito una grande importanza, da molti anni è appassionato al genere Fantasy e ha deciso, nel 2011, di intraprendere la carriera di scrittore.

Trovate il libro qui:

I due mondi alle porte dell’aldilà

Ikigai book challange 2019

2019-ikigai-book-challengeAmici… questa challenge mi fa impazzire. La adoro. E comincia proprio oggi!

Ho conosciuto Kia e Mon per caso, l’anno scorso, spulciando tra le pagine del loro bellissimo blog Ikigai… di libri e altre passioni. Due ragazze piene di energia, inarrestabili, piene di passione e idee che come comune denominatore hanno i libri e l’amore per la lettura.

Veniamo alla challenge, che rispetto all’anno scorso si è fatta più sostanziosa e piccante:

[…] le Book Jar saranno due: una comune e una personale. In quella comune ci saranno obiettivi condivisibili, come il colore della copertina, il genere del libro ecc. Nella Book Jar personale ci saranno invece obiettivi, appunto, più soggettivi, come per esempio dei libri che aspettano in TBR, il genere preferito ecc.

L’anno scorso attraverso la challange ho partecipato anche ad alcuni gruppi di lettura, fuori dalla sfida, che mi hanno permesso di conoscere nuovi titoli, uscire dalla mia comfort zone e confrontarmi con altre lettrici.

Le meraviglie però non finiscono qui. Come ogni challenge che si rispetti ci saranno anche dei premi. Sì, avete letto bene, dei premi. E quello a cui più ambisco, da brava lettrice compulsiva quale sono, cosa potrà mai essere? Un libro in versione cartacea! Vi confesso che quale libro non mi interessa neanche, Kia e Mon sono fonte inesauribile di sorprese.

Se vi ho incuriosito, fate ancora in tempo ad iscrivervi seguendo questo link: Ikigai book challenge… ma sappiate di avere una fiera concorrente nella sottoscritta!

Buona lettur

L’avvelenatrice, seconda tappa della lettura condivisa.

Prosegue la lettura condivisa (se vuoi sapere di cosa si tratta dai un’occhiata qui: Le avvelenatrici: il gruppo di lettura) de L’avvelenatrice di A. Dumas.

Alcuni dettagli sulla prima tappa: L’avvelenatrice, di Alexandre Dumas: iniziamo!

Proseguendo di buon passo, i capitoli 5, 6 e 7 delineano una marchesa calcolatrice, spietata e determinata nell’uccidere per interesse. Una donna spregiudicata che mette in pratica e affina magistralmente l’arte, se così si può definire, dell’avvelenamento. Una donna perfetta nella sua cattiveria, come direbbe Amalia de La penna nel cassetto. Manipolatrice, la sua anima è fredda e crudele. Il suo modo di porsi agli altri, impassibile e indecifrabile.

Nel quinto capitolo sono rimasta scioccata dalla morte di Santa Croce, personaggio cruciale e quindi, nel mio immaginario, intoccabile. E invece… l’amante della marchesa muore maneggiando un letalissimo veleno (contrappasso?). La sua morte risulta ancora più inaspettata se si riflette sulle conseguenze che essa porta con sé. Il defunto amante, infatti, lascia una misteriosa cassetta, una confessione e due testimonianze che inchiodano la marchesa e il loro complice Lachaussée.

Possibile dunque che una donna astuta e spregiudicata come la marchesa, una donna che ha ucciso tutta la sua famiglia, una donna con il sangue più freddo che abbia mai visto… si lasci incastrare in questo modo? Ma soprattutto, nella scena successiva, possibile che una donna di tal natura si lasci abbindolare da un abate qualunque? Mah, questo capitolo mi ha lasciato senza parole.

img_3806-2L’impressione generale del gruppo di lettura e della casa editrice Abeditore, data l’accuratezza dei dettagli e dello stile della quarta di copertina, è che Dumas padre abbia preso un fatto di cronaca e lo abbia trasformato in un racconto pieno di intrighi e perfidie. Attenzione, non si tratta di un racconto romanzato. Almeno, non è questa l’impressione che ne ho avuto fin’ora. Mi sembra piuttosto una prima sperimentazione letteraria da parte di Dumas che risulta del tutto simile a un prototipo di romanzo-inchiesta.

Il focus su cui si è svolta la discussione del salotto virtuale di questa seconda tappa riguarda la grafica della splendida edizione Abeditore che rende il libro un gioiellino da mettere in bella vista nella propria libreria. L’estetica di questa edizione e curata e dettagliata al pari dei contenuti: il formato del libro è molto piccolo, sottile e stampato su carta color avorio. La copertina pone al centro visivo un ampolla contenente del veleno verde, la cui etichetta è l’immagine di un teschio. L’ampolla viene poi incasellata nella seguente citazione:

E ciò fatto, sarà condotta in una carretta, a piè scalzi, colla corda al collo ed una torcia accesa del peso di due libbre in mano.

Nel risvolto di copertina, ovvero la bandella sinistra (vedi immagine sopra), vi è la conferma delle intenzioni dell’autore: “Alexandre Dumas di dedicò alla stesura di romanzi che narravano i crimini più efferati e storicamente noti. L’avvelenatrice fa parte proprio dei suoi “Crimes Célébres”…

img_3807-1Nella bandella di destra, invece, le informazioni sull’autore, il prezzo  (6,90€ veleni esclusi) e la raccomandazione di maneggiare il tutto con cura.

Un’edizione semplicemente speciale.

L’avvelenatrice, di Alexandre Dumas: iniziamo!

Prima tappa della lettura condivisa de L’avvelenatrice (se volete saperne di più, leggete l’articolo in cui presento il gruppo: Le avvelenatrici: il gruppo di lettura).

Oggi abbiamo letto i primi quattro capitoli, concentrandoci sull’incipit che catapulta in pochissime parole direttamente dentro spazio e dentro tempo della storia:

Verso la fine dell’anno 1665, in una bella sera d’autunno, molta gente si accalcava sulla parte del Ponte Nuovo che scende verso la via Delfino.

Dunque, siamo nel 1665 a Parigi. Quattro righe per prendere per mano il lettore e accompagnarlo dentro la scena; quattro righe per creare la giusta atmosfera. Come direbbero le mie compagne di lettura, un inizio che conduce passo dopo passo nel cuore della storia e, aggiungo io, un incipit memorabile.

Nel corso della discussione della lettura con le altre lettrici e blogger, nel nostro salotto virtuale, sono state sollevate anche altre interessanti osservazioni. Come Le amiche del te, per esempio, che sono rimaste colpite dalla ricchezza dei personaggi.

Leggete la descrizione della marchesa e ditemi se non vi sembra di averla davanti agli occhi, sorridente e ammiccante:

A ventott’anni la marchesa di Brincilliers era in tutto lo splendore della beltà: di statura piccola, ma di forme perfette, aveva il volto tondo, d’incantevole leggiadria.

Tina, di Mangio le Parole, è rimasta invece catturata dallo stile di scrittura, uno stile classico dal punto di vista odierno, rivoluzionario ed enfatico se inserito nell’epoca dell’autore, definito non a caso il primo “imprenditore” francese della scrittura.

Personalmente, da questi primi capitoli io sono rimasta sopraffatta dagli oscuri intrighi della trama, che non vedo l’ora di proseguire.

A domani per i prossimi quattro capitoli!

Le avvelenatrici: il gruppo di lettura

Oggi voglio parlarvi di una bellissima iniziativa ideata da Amalia e Caterina, rispettivamente curatrici dei blog Lapennanelcassetto e Leggere un buon libro: l’iniziativa, per cui sono molto emozionata, è la lettura condivisa del libro L’avvelenatrice. Marie-Madeleine d’Aubray di Alexander Dumas edito da Abeditore.

La durata della lettura condivisa è di soli quattro giorni, cosa che inizialmente mi ha spaventata. Una volta arrivato il libro, tuttavia, a parte rendermi conto della bellezza intrinseca all’oggetto (Abeditore cura i dettagli e la grafica come pochissimi altri editori), mi sono anche resa conto di quanto sia breve e snello. Quattro giorni sono pertanto perfetti come passo di lettura.

Il gruppo che si è composto mi è piaciuto da subito. Dodici sconosciute che in comune hanno la lettura e la passione per i libri, ragazze gentili ed educate che fin da subito hanno cercati di definirsi e conoscersi prima dell’inizio della lettura, cosa che ha creato una bellissima atmosfera.

Domani è il grande giorno. Inizieremo i primi quattro capitoli e ci confronteremo su tantissime prospettive: trama, personaggi, grafica, genere, autore…

Per concludere… sono emozionata, incuriosita dal libro, stimolata dalle altre ragazze e felice di far parte di questo bel gruppo, che, neanche a dirlo, abbiamo chiamato “le avvelenatrici”!

Tra i blog delle partecipanti, vi segnalo anche:

Un Libro una tazza di te

Libridi-Bobbidi-Books

La signorina a pois

 

Il rinomato catalogo Walker & Dawn, di Davide Morosinotto

Ho scelto Il rinomato catalogo di Walker & Dawn puramente attratta dalla copertina, senza avere la più pallida idea del suo contenuto.

Non sono cascata male, amici. Anzi.

Vincitore del superpremio Andersen 2017, Il rinomato catalogo di Walker & Dawn prende dalla primissima pagina, la più stramba nota del traduttore che abbia mai letto:

Edito da Mondadori, ambientato nei pressi di una palude della Luisiana nel 1904, racconta le avventure di quattro ragazzi, Te Trois, Eddie e Tit e Julie che in comune hanno tre dollari e un catalogo di vendita per corrispondenza.

Un libro per ragazzi, un’avventura che consiglio a tutti. Lo trovate qui, sostenendo anche il mio blog: Il rinomato catalogo Walker & Dawn