Figlio del cimitero: Bod cresce

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Immagine da pinterest

Proseguendo nella lettura de Figlio del cimitero, sempre mantenendo un tono cupo e misterioso, vediamo Bod crescere, esplorare il cimitero e imparare molte cose nuove tra cui le incursioni notture, a praticare la Paura e a passare completamente inosservato attraverso l’arte dello Svanimento.

Vive avvunture, scopre segreti, conosce i terribili Goul che mi hanno prima appasionato, poi disgustato. Un romanzo fantastico, di formazione, dalle tinte scure e tetre.

La parte che mi ha affascinato di più è stata la Macabradanza perchè mescola e scombina realtà e fantasia a passo di danza. Quando nasce un particolare fiorellino bianco, il rito prevede che ciascun abitante del centro antico della città ne riceva uno e lo appenda sopra i vestiti. Così, durante le notte, i vivi e i morti si riuniscono per una danza senza tempo.

Ricco o povero, orsù avanza
a ballar Macabradanza.
Tempo di lavoro, tempo di vacanza
tempo di Macabradanza.
Tutti udranno e in adunanza
danzerem Macabradanza.
Uno lo lasci, un altro avanza,
e tutti in Macabradanza.
Graziosa dama, perdonanza
mi conceda questa Macabradanza.
Gira e volta, una passo, e a oltranza
noi seguiam Macabradanza.
Signora di grigia sembianza
guidaci in Macabradanza.
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Figlio del cimitero: Scarlett

img_0656Che bella l’amicizia. Quella vera, quella speciale dei bambini che giocano insieme e si rincorrono e si cercano e si aspettano.

La giovane Scarlett passa i suoi pomeriggi a giocare nel cimitero dobe anita Bodmentre la madre legge seduta su una panchina. Potrebbe apparire un po’ strano, tetro soprattutto, ma un cimitero all’inglese io me lo immagino come un vasto parco tranquillo. Sappiamo che c’è una collina, un anfiteatro, il grande viale Elizio, alberi di mele, una chiesa e ovviamente i mausolei. Sì, in un posto così io ci passerei il pomeriggio e leggere e a guardare mia figlia scorrazzare e esplorare i dintorni. Non tutti i giorni magari, ma ogni tanto sì.

Così i Bod e Scarlett si incontrano, si studiano, giocano e diventano amici. Di quell’amicizia folgorante, del scegliersi in un attimo, lasciarsi in un momento e rimanersi fedeli fino all’età adulta. O almeno così spero sia per Bod e Scarlett.

Agli occhi dell’adulto Scarlett ha un amico immaginario, ma l’immaginazione della bambina qui non c’entra affatto. E’ tutto reale. Fino a inoltrarsi all’interno della collina, dentro al suo cuore, alla ricerca della tomba più antica protetta dallo Sleer, l’inquietante guardiano dei tesori del Padrone. Un’avventura inquietante e elettrizzante che li unirà per sempre.

Che figura quella dello Sleer! L’uomo indaco. L’evanescente entità primordiale che parla usando il “Noi”. Un agglomerato di spire che agisce sulla paura, in attesa da tempo immemore del suo Padrone.

Siete ancora con me o ve la siete fatta sotto?

Figlio del cimitero: Bod e il cimitero.

img_0658L’assassino, un uomo qualunque che in realtà è un professionista della morte, sale in silenzio le scale dell’appartamento dove ha ucciso il padre, la madre e la sorella del bambino che dorme all’ultimo piano. Rimane solo il piccolo e poi il lavoro sarà concluso.

Quello che l’uomo qualunque non sa è che il bambino poco più che in fasce non sta dormendo nella sua culla, ma è sgattaiolato fuori dalla stanza con il suo cuiccio, il pannolino pensoloni e una volta vista la porta aperta era sgattaiolato fuori nel buio della notte.

Davanti alla casa dove si era appena svolto il massacro c’è un antico cimitero. La nebbia confondeva i confini, avvolgeva il bambino e a guardar bene si sarebbe visto anche la figura di una donna pallida e grassottella che passeggiava in cima alla collina. Ecco, è lei che si accorge del piccoletto e mette in allarme il marito prima, gli altri defunti poi. Sì, perchè è degli abitanti del cimitero che stiamo parlando: i morti.

Nell’anfiteatro si svolge un’accesa discussione che riscuote tutte le anime del cimitero. Adottarlo? Lasciarlo al suo destino? Cosa fare del piccoletto?

I defunti Owens adottano il bambino, a cui viene data la cittadinanza del cimitero. Il misterioso Silas sarà il suo tutore. Rimane da decidere il nome… Noboday Owens, Bod.

Reader, l’inizio non è niente male eh?

Figlio del cimitero: iniziamo!

Ditemi Neil Gaiman e la fanciulla che è in me si scioglierà. Adoro Neil, amo lo stile semplice e efficace con cui scrive, impazzisco per le atmosfere che evoca. Stimo tutto ciò che esce dalla sua fantasia, eccetto Buon Apocalisse a Tutti. Non so perchè, ma è l’unico titolo che non è riuscito a far vibrare le mie corde.

Figlio del cimitero è un libro che ho iniziato a sorpresa, non sapevo neppure della sua esistenza prima di vederlo abbandonato nello scatolone delle meraviglie del mio ormai famoso amico, quello che ha deciso di sbarazzarsi di quasi tutti i libri della sua libreria. E cosa si può fare quando ci si imbatte in un Neil Gaiman? L’unica è portarlo a casa e coccolarlo.

La prima cosa che mi ha colpito di questo libro è che si tratta di un bell’oggetto. Le pagine sono piene di illustrazioni, di disegni che accompagnano e danno vita alla storia. Una favola dark per ragazzi, semplice e misteriosa, impreziosita dalla matita di Dave McKean. Wow!

img_0654E poi l’inizio: come si fa a non proseguire una storia che comincia così?

Il coltello aveva un manico d’osso, lucido e nero, e una lama più sottile e affilata di un rasoio. Se ti avesse ferito, avresti potuto non accorgertene, non subito. Il coltello aveva fatto quasi tutto ciò per cui era stato portato in quella casa, la lama era bagnata, e così il manico.

Readers! Se anche voi volete sapere come prosegue, leggete il libro con me. Si inzia!

Ah, se volete sostenere il blog potete acquistare il libro qui: Il figlio del cimitero

Buona lettura!