Ready Player One – The End

Ormai stiamo leggendo il libro da un po’. Io l’ho già finito, purtroppo, e ora mi sento come se avessi perso un amico. Come direbbe Paul Sweeny: “Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico.

Ho ancora alcuni pensieri che vorrei condividere con voi. Il primo riguarda il worldbuilding. Ma che 2045 ha creato quest’omino qui? Un mondo pazzesco. Un futuro in cui la terra ha esaurito le sue risorse, la gente sopravvive di stenti e fugge su OASIS, una piattaforma paradisiaca dove tutto è possibile, dove possono crearsi la vita che sognano e che non possono avere.

La cura dei dettagli è uno degli aspetti che ha stimolato di più la mia fantasia. I riferimenti alla cultura e alla fantascienza degli anni 80′: la ciliegina sulla torta. Sono tantissimi, dettagliatissimi, una vera sfida nella sfida. Ma che faccia avrà fatto il buon Spielberg quando ha ricevuto la sceneggiatura? Questa è una di quelle situazioni in cui avrei voluto essere una mosca e aggirarmi liberamente nell’ufficio del buon Spielberg per godermi la scena.

Vi saluto con una chicca: lo sapete che nel trailer appare un QR code che porta a una missione segreta??? Bene, allora buona caccia!

Ready Player One – L’amicizia

I protagonisti del romanzo sono cinque: Parzival, Art3mis, Aech, Soto e Daito. I gunter, ovvero i cacciatori. Cinque ragazzi solitari, timidi, poveri in un mondo devastato.

Una delle caratteristiche che li accomuna è l’incapacità di rapportarsi con gli altri nel mondo reale. La paralisi dell’incontro. E, viceversa, il coraggio che li contraddistingue nel mondo virtuale dove si ritrovano a essere impavidi eroi. Su Oasis non sono impacciati e timidi, non incontrano difficoltà di comunicazione. Non sono vittime della solitudine e delle imperfezioni fisiche che li schiacciano nel mondo reale. Su Oasis sono avatar vincenti. Da prede a cacciatori.

Partecipando tutti alla caccia perciò tra loro sono rivali. C’è una forte competizione, una sana competizione, di quelle che stimolano e spingono a dare il meglio di sé stemperata solo dal farsi avanti della IOI. È così, piano piano, si alleano. La loro diventa una causa unica: impedire che l’egg finisca nelle mani dei cattivi.

E arrivati fin qui, vi dirò cos’è che mi ha colpito: l’amicizia tra i ragazzi, che nasce tra pixel che sembrano umani, si realizza nella sua piena totalità soltanto alla fine, quando tolgono i visori e i guanti e si guardano per la prima volta negli occhi. Quando cioè accettano la loro umanità, le loro imperfezioni e capiscono che sono proprio quest’ultimo a renderli unici e speciali.

Ready Player One: il gioco nel gioco

Inseriamo il gettone: Ready Player One. Primissimi capitoli. Il mondo è un brutto posto. Le persone vivono, si innamorano, vanno a scuola, insomma, trascorrono le loro giornate su OASIS, una realtà virtuale accessibile a tutti. Il sistema ha esaurito le sue risorse, la povertà dilaga. Detta così non sembrerebbe una trama originalissima, eppure fin dalle primissime righe mi ha incollato alla pagina.

Di OASIS mi affascina l’idea che racchiuda tutti i mondi fantastici mai creati dall’uomo, trasformandoli in realtà virtuale. Il libro si concentra sui luminosi, rumorosi e ignegnosi anni 80′, anzi, ne è quasi una dichiarazione d’amore. Insomma, l’idea di un contenitore tridimensionale che racchiuda tutti gli universi nati dalla fantasia dell’uomo (anni 80′ e non) è il primo dei pregi che considero appetitosi in questo libro.

Il secondo è lo stile, fin dalle prime pagine serrato e scorrevole. La scrittura è leggera, senza fronzoli e diretta a mandare avanti la trama. Per ora, un romanzo da leggere tutto d’un fiato.

Il terzo pregio è la mise an abyme, mi affascina sempre in un romanzo. Il tentativo, cioè, di ricreare attraverso un espediente narratologico il ripetersi di un evento, una storia nella storia, o, nel nosro caso, il gioco nel gioco. Il protagonista si collega a OASIS ed è proprio sul piano di questa realtà virtuale che comincia la caccia declinata a sua volta in una serie di giochi. Piccola osservazione, a me sembra che il mondo descritto in OASIS sia più reale (minuzioso, dettagliato), concreto forse è la parola più adatta, del piano della realtà dove il protagonista dorme e mangia.

Ready Player One – Cominciamo dalla copertina

RP1-Parade
Reddit

Amici, ecco il domandone: qual’è la vostra copertina preferita di Ready Player One?

La domanda non è così scontata come potrebbe sembrare. La prima edizione in lingua originale risale al 2010, quella italiana al 2011. Da allora, molte sono le versioni della copertina, sia italiane sia straniere. Il libro è disseminato di citazioni, riferimenti e easter eggs perciò anche la copertina dovrebbe allinearsi a questo stile.

Personalmente, quella norvegese è quella che mi attira di più, insieme a quella italiana dell’edizione limitata attualmente in vendita qui Ready player one. Ediz. limitata. Ha la copertina rigida, nera, con il profilo di un videogioco che illumina il titolo. Unica pecca, questa versione è costosetta.

Kindle (decisamente più abbordabile) Ready Player One per Kindle.

Bene, ora non si scherza. Che la lettura abbia inizio!

Ready Player One!