IT – Mike e l’essere nero

Word ArtIn It le oscurità dell’animo umano vengono sviscerate e analiizate con una schiettezza che in certe pagine lascia sgomenti. Si parla di bullismo, di violenza di genere, di cattiverie, di inquinamento (dell’animo e dell’ambiente) e di paure. Ma l’essere nero, la blackness, occupa un posto strordinario nell’evoluzione del romanzo. Abituati a personaggi di colore secondari che muoiono prima della metà del romanzo è lungimirante come l’autore scelga Mike per esplorare questa forma di razzismo e gli affidi persino il ruolo di custode o sorvegliante della città.

Specialmente negli ultimi anni, i personaggi di colore vengono inseriti di forza sempre più spesso nelle storie. Contesti storici sbagliati, ruoli assurdi, inadeguati… solo per apparire politically correct. Oppure vengono affidati loro ruoli secondari, di riflesso, che aiutano il processo di crescita del protagonista bianco. Ai lettori, perciò, di rado viene data l’opportunità di addentrarsi nella vita interorie di un bambino nero negli anni 50′.

In It, invece, Stephen King descrive la vita del ragazzo in un contesto interamente dominato da bianchi, le sue difficoltà e le sue paure. Ci racconta la sua storia e quella della sua famiglia. Una storia di violenza razziale e di ingiustizie subite in silenzio; la storia di un ragazzo che cresce cercando di capire il senso di questa diversità, le sue conseguenze e quale sia il suo spazio nella società bianca americana di quegli anni.

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Prossimo libro

Gli amici veri lo sanno cosa regalarmi per Natale… che bottino Natalizio! Titoli diversi, così come le personalità dei miei amici. Non potrei chiedere di più.

Ma ora la domanda è: una volta finito It (che non vorrei finisse mai), da quale di questi comincerò?

IT – Silver

 

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Foto dal web

Silver è la bicicletta di Bill; una bicicletta troppo grande per un bambino, ma veloce come una saetta. Hi-yo, Silver! Away!

Vi starete domandando perchè un articolo sulla biblicletta. E’ così importante? Soprattutto se pensate a quante cose sono state scritte, dette e studiate sul romanzo. E a quante altre, forse, sono ancora da dire.

Una di queste, a mio avviso, è proprio il ruolo giocato da Silver nell’intreccio narrativo, di come l’autore ne parli come fosse un vero e proprio personaggio. Subisce i cambiamenti del passare del tempo passando attraverso le stesse lenti 3D che hanno costretto il club dei perdenti a rimettersi a fuoco dopo 27 anni.Ruga dopo ruga.

Bill la (ri)trova in uno strano banco de pegni, con una ruota bucata e la catena arrugginita. Le due realtà, presente e passato, si sovrappongono nella mente del protagonista che cerca di rimettere insieme i ricordi di un’infanzia schermata nella propria mente.

A casa di Mike, Bill cerca di sistemare Silver dedicandosi a lavori manuali che calmano la sua mente e il suo spirito. Chissà quale altre scene King ha riservato a Silver! Proseguo… siete con me?

 

It – Gli adulti si riuniscono

Che scena, amici del club!

Il club dei perdenti si è finalmente riunito, eccetto Stan ovviamente, e l’incontro avviene in una saletta privata di un ristorante a Derry. Una scena statica, insomma. Gli amici si ritrovano, studiano le rughe sui loro volti invecchiati e cercano di collegare i quasi quarantenni che circondano il tavolo con il ricordo fanciullesco che gli uni hanno degli altri. Per usare una metafora dell’autore, bellissima, si sentono come uno spettatore che cerca di mettere a fuoco un film in 3D: sovrappongono le due immagini e finiscono con un bel male di testa.

Una scena statica, quindi. Un tuffo nel passato per quanto i loro ricordi glielo permettano. Un tentativo di mettere insieme il presente e con esso la ragione che li ha riportati a Derry: il risveglio del clown. Ma… c’è sempre un ma. E che ma! In questo caso: dolcetti della fortuna. Non si può pensare di uccidere Pennywise e pensare che nulla di orribile stia per accadere. E infatti, la conclusione della cena diventa a dir poco dinamica.

Ciascuno di loro prende il proprio dolcetto e non appena lo aprono i loro peggiori incubi saltano fuori. Un occhio, una bolla di sangue, uno scarafaggio… e il dolcetto di Bill. Orribilmente fantastico. Sì, perché Bill il suo dolcetto non l’ha aperto. Ha sospettato, ha capito che qualcosa stava andando irrimediabilmente storto.

Il dolcetto di Bill pulsa. S’ingrossa e si sgonfia. S’ingrossa e si sgonfia. E proprio in quel momento Rosa, la cameriera, che non può vedere nulla di ciò che si trova sulla tavola, entra per chiedere se tutto va bene.

Geniale. Una scena al limite dello splatter che scorre in maniera fluida e perfettamente logica. Lo ripeto: geniale.

Siete con me?

It – Beverly Marsh

Mi sto avvicinando alla metà del romanzo e il capitolo 9 cede la parola a Beverly Marsh, uno dei personaggi più complessi, controversi e sorprendenti di It.

Sappiamo già dai capitoli precedenti che il padre la picchia, ora però lo vediamo in azione scoprendo le abitudini domestiche di un uomo convinto che i figli spesso vadano “raddrizzati” con le maniere dure. Le figlie femmine in particolare. Un uomo, tuttavia, anche capace di amare e farsi amare. Capace di piccoli gesti o sguardi che sciolgono la ragazzina e le fanno scoppiare il cuore di gioia.

Come ogni donna sa, il senso di colpa è qualcosa che attanaglia e guida le azioni di quasi tutto il genere femminile. Le donne più indipendenti riescono a dominarlo (nei migliori dei casi a liberarsene completamente), le bambine che crescono accanto a un despota burbero e manesco invece se lo trascinano nella vita adulta come l’ombra delle donne che avrebbero potuto essere.

Ecco cosa mi affascina tanto di Beverly. L’accuratezza con cui Stephen King dipinge le sfumature della sua personalità. La sua lotta nel trovare un posto come individuo nel mondo. La sua sconfitta come moglie. Il riscatto in ambito lavorativo dove riesce a diventare una stilista di successo. Il suo vedere negli uomini soltanto i contorni della figura del padre appoggiato alla porta della sua camera da letto con le mani in tasca. Gli uomini come delle forme, indistinte declinazioni del padre. Il desiderio di proseguire la lettura per capire quale spazio riuscirà a crearsi nel club dei perdenti dove sei individui su sette sono maschi e più o meno tutti provano in senso di attrazione per lei.

Ready Player One – Ernest Cline

readyplayerone1Sto pensando al titolo del prossimo libro da proporre per la nostra lettura condivisa… che ne direste di Ready Player One? In arrivo a Marzo al cinema, regia Steven Spielberg. Lo leggiamo insieme prima che la nostra immaginazione sia condizionata dalla versione cinematografica?