Noir, di Christopher Moore

Ciao amici lettori,

aspettavo questo titolo con grande trepidazione e… ne sono rimasta delusissima. Sigh. Argh. Uff.

Ho atteso qualche mese, ho aspettato che la ferita si rimarginasse, per parlarvene il più lucidamente possibile e priva di dolore. Ma vi avvertire, non sarà così. Aspettare non è valso a nulla. A quanto pare questa delusione non riesco proprio a superarla.

1947. San Francisco. Una bionda misteriosa. Un barista in un localaccio notturno. Un serpente. Un cadavere. Ecco gli ingredienti che danno vita a questo giallo.

Noir è la rivisitazione ironica e sagace, alla Moore quindi, del genere “noir” tanto per dire un’ovvietà. Ma il fatto è che… non prende. Mi spiego meglio, gustati i vari giochi letterari sui quali ruota la revisitazione del genere noir, i contenuti non acchiappano. E appena iniziano a farlo, appare un tocco narrativo strambissimo: l’uomoluna. E qui, ragazzi, mi sono persa.

Gli alieni nello sviluppo di quello che sembrava un assassinio a carico di un serpente mi hanno sconvolto e scombussolato.

Sono arrivata alla fine del libro senza alcuna difficoltà. La storia scorre bene, i personaggi piacciono, lo stile è il suo: inconfondibile. Tuttavia, ho girato l’ultima pagina completamente disorientata, chiedendomi: cosa caspita ho appena finito di leggere?

Come sempre, vi lascio il link d’acquisto per sostenere il blog anche se in questo caso non sono affatto certa che si tratti di un consiglio di lettura, quanto piuttosto di una sfida o un attacco alla vostra curiosità: Noir

Quasi dimenticavo! I romanzi di Moore sono editi da una casa editrice bellissima, che adoro dalla prima all’ultima pagina stampata: http://www.elliotedizioni.com

Buona lettura amici. E attenti gli uomini luna.

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Il regalo dei regali: un libro

Ma non un libro qualsiasi, perché regalare i libri è un’arte.

Per i miei amici ho riflettuto molto, sono serviti diversi giri in libreria. Riflessioni. Ricerche. Da nessuna libreria, ovvio, sono uscita a mani vuote.

La prima spedizione è stato decisamente proficua. Ho comprato tutti i libri che desideravo leggere e che poi non sono riuscita a impacchettare perché una volta sul comodino non si sono più voluti spostare da lì.

I libri in questione sono (link di acquisto se attirano anche voi):

Invidia il prossimo tuo, di Niven. Lo desidero dal giorno in cui è uscito e mi aspetto moltissimo da queste pagine. La copertina, tra l’altro, è più che bellissima.

Non so, di Liscalzi. Iniziato a leggere questo autore grazie al regalo di un amico, non posso più farne a meno.

Il rinomato catalogo Walker & Dawn, di Davide Morosinotto. Preso a scatola chiusa. Amore a prima vista. Un rischio. A breve vi saprò dire se solo la copertina è fantastica o anche il contenuto: Louisiana 1904. Te Trois, Eddie, Tit e Julie non potrebbero essere più diversi. E neppure più amici. Mi pace già…

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Dalla seconda spedizione in poi sono riuscita a ragionare. Al mio amico che ama leggere gli Urania e che non si avvicina più alla bancarella dell’usato perché credono, erroneamente, anzi erroneasissimamente, che ne abbia rubato uno, ho regalato tre titoli che spero non abbia ancora letto.

Al mio amico che legge Zerocalcare, ma che li ha già acquistati tutti, ho preso la graphic novel Fahrenheit 451 firmata Tim Hamilton. Non me ne intendo, ma il libraio mi ha detto che è una figata e presto vi saprò dire se il mio amico conferma o smentisce.

Alla mia amica che passati i quaranta si è iscritta all’università (infermieristica) ed è entusiasta come una ragazzina in un negozio di caramelle ho regalato: L’intestino felice: I segreti dell’organo meno conosciuto del nostro corpo. Regalo del tutto interessato, visto che poi le chiederò un riassunto per stare meglio!

Alla mia amica appassionata di Stephen King, che peraltro li ha tutti, ho regalato Sleeping beauties, l’unico titolo che, dopo un’attenta indagine, ho scoperto assente nella sua libreria. L’ho letto di recente e contrariamente ai puristi che ne sono rimasti delusi, a me è piaciuto molto (vedi qui: Sleeping Beauties: lo leggiamo?) e sono certa che le piacerà tantissimo.

La fidanzata del mio migliore amico è appassionata, che dico, stra-appassionata, anzi appasionaterrima di Harry Potter e la scelta del suo regalo è stata difficilissima. Un fan di Harry Potter che possa a buon diritto definirsi tale non è mai uno sprovveduto. Quasi sempre si è già procurato ciò che gli interessa e se non l’ha fatto è perché sforava le disponibilità del suo portafoglio (e ovviamente anche del mio). Quindi è stata la scelta più ardua. Ho provato con: Guida completa alla saga di Harry Potter. I libri, i film, i personaggi, i luoghi, l’autrice, il mito. A presto l’ardua sentenza.

Terapia di coppia per amanti l’ho regalato a una cara amica, che spero si diverta leggendo uno spassosissimo Diego da Silva.

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Infine, oggi ho spedito i miei primi libri via Acciobooks, cosa ce mi ha fatto sentire sempre più la Santa Claus dei libri! Temo non ne riceverò nessuno in cambio, ma non m’importa perché lo spirito è quello che conta e io, nella scelta dei regali, ne ho messo tantissimo!

Buona Lettura amici, vicini e lontani.

Una doppia storia, di Tiziana M.L.Gazzola

Gazzola_cover 2Una doppia storia. La bella moglie del farmacista. La moglie dell’americano di Tiziana M. L. Gazzola è un libro che non avrei mai letto se Caoserfa Edizioni non lo avesse caldamente raccomandato. E sono ben lieta che lo abbia fatto, perchè è un vero e proprio gioiellino di bildungsroman novecentesco dalle tinte autobiografiche che diversamente non avrei mai scoperto.

In passato il romanzo di formazione seguiva le tracce e l’evoluzione del protagonista verso la maturazione con lo scopo di promuovere l’integrazione sociale del protagonista. Una doppia storia, invece, è un romanzo di formazione in senso più moderno, novecentesco appunto: racconta emozioni, ricordi, sentimenti senza nessuna pretesa di approvazione. La protagonista, anzi, più volta manifesta il sentimento di estraneità o incapacità di comunicare con il prossimo.

In Una doppia storia si narrano le vicende che hanno visto l’autrice diventare prima madre e poi se stessa attraverso le peripezie della madre (amata, ammirata e contrastata) e della sua famiglia in uno squarcio di Storia del ‘900 veneto. Un’infanzia che ho mancato di pochissimo, sia geograficamente sia temporalmente, ma che in un dialetto diverso mi è stata raccontata più e più volte da mia madre e da mia nonna. Un’infanzia fatta di tradizioni, abitudini, doveri e profumi intensi.

Lo consiglio a chi è nostalgico, a chi è interessato agli studi di genere, alla nostra storia e a chi è appassionato alle tradizioni.

 

Link acquisto: Una doppia storia

Il paradiso degli orchi

Se davvero volete sognare, svegliatevi”

Sono convinta che da una parte Pennac pensi che la realtà a volte supera di gran lunga la fantasia (e francamente sono più che d’accordo). Ma forse vuole anche dire che, se uno non si sveglia e non comincia a vivere appieno nella realtà, non riuscirà mai a realizzarli, i suoi sogni.

Divorziare con stile, di Diego de Silva

Non è forse bellissima questa copertina? Beh, nonostante rientri perfettamente nelle mie corde, in libreria non l’avevo mai vista.

Per fortuna ci sono gli amici, perché anche questo libro mi è stato regalato. Da uno dei miei migliorissimi amici tra l’altro.

Divorziare con stile è un libro inaspettatamente volgare e divertente, due caratteristiche che quando combinate insieme risultano esplosive.

La parte “legale” del libro, quella che dovrebbe narrare le vicissitudini del divorzio di cui il nostro Avv. Malinconico è chiamato a occuparsi, è ridotta al minimo. Al contrario, invece, ciò che dà corpo a questa narrazione e che la rende unica sono le digressioni dell’avvocato su ogni minimo particolare che stuzzichi il suo intelletto. Dai tassisti, all’amico Gaviscon passando attraverso le angherie (subite e perpetrate) dal giudice di pace Pestalocchi, noto ai più come La Merda.

Divertente, acuto, leggero. Lo consiglio a chi è capace di godersi una buona lettura anche senza una trama fortissima.

Eleanor Oliphant Sta Benissimo di Gail Honeyman

Un libro di una noia mortale o un libro fenomenale?

I pareri non potrebbero essere più contrastanti. E, incredibile a dirsi, più azzeccati.

Eleanor Oliphant annoia. È vero. Lo sottoscrivo. Tuttavia, è un libro che deve annoiare. La noia, anzi, è parte integrante del potere narrativo di questo libro. Perché la voce della protagonista è una voce fuori dal coro, una voce strana, piatta, che la maggior parte delle persone non riesce a ascoltare e allontana da sé.

Eleanor Oliphant è un libro faticoso. È vero. Sottoscrivo. Tuttavia, deve affaticare. Avvicinarsi e capire una persona come Eleanor (asociale, introversa, chiusa, ferita, per nulla empatica) costa fatica sia al lettore sia nella vita reale.

Eleanor Oliphant è amaro, è un libro che parla della solitudine. È un libro, anzi, che te la sbatte in faccia, la solitudine, e ti costringe a guardarla. Sia la solitudine che fa star bene, quella del tipo che fa sentire in pace con se stessi, sia quella della peggior specie. Quella fatta di abitudini eccentriche, pasti consumati in silenzio, bottiglie di vodka scolate per tacere le voci scomode che urlano nel più profondo del sé.

Eleonor Oliphant, soprattutto, è un libro sul potere della gentilezza, dei piccoli gesti (per molti scontati, per altri, invece, tutto il contrario). È un libro sulla resilienza.

Se cercate un giallo, un thriller o il colpo di scena finale sconvolgente questo NON è il libro per voi.

Ma se cercate invece di capire il potere che porta con sé la diversità, la forza dell’amicizia e la risonanza che può avere una voce stonata, ecco, allora ci siamo. Questo libro fa per voi.

Ps. La narrazione in prima persona è particolarmente adatta all’ascolto mezzo audiolibro.

Buona lettura!

Mosquitoland, di David Arnold

La sfida: un libro dalla copertina verde. Non ho pensato nemmeno per un secondo di controllare nella mia libreria, la mia bellissima libreria, in salotto, calda e rassicurante, se per caso mi fossi dimenticata di un libro con la copertina verde. Un libro che mi fosse sfuggito, dimenticato in uno scaffale. O appoggiato pensando lo leggerò presto.

Ho subito iniziato a pensare, invece, a quale acquisto succulento mi avrebbe portato questa sfida.

E dopo diverse ricerche, consigli, fantasticherie, oggi posso finalmente sfogliare una chicca: Mosquitoland, a Novellara di David Arnold.

Felice come una Pasqua, per ora è tutto.

Passo e chiudo.