Nudi e Crudi, Alan Bennett

Amici,

img_4433per la festa della donna proverò a essere anticonvenzionale e a parlarvi di qualcosa che normalmente non assocereste all’8 Marzo: Alan Bennett.

Invece che inviarvi delle fotine dominate dal colore giallo sui vari gruppi di whazzapp o sbandierare quanto dovreste omaggiare le donne che vi stanno accanto trecentosessantasei giorni l’anno (o, ancor peggio, copia-incollare da wikipedia la storia di paladine della storia che nessuno leggerà) ho pensato di parlarvi di Nudi e Crudi, una storia ironica, tutta British, pungente come solo i britannici sanno essere.

Di tutti i libri possibili e immaginabili ho scelto questo per una ragione soecifica: Rosaline. Sì, perchè dovete sapere che Nudi e Crudi racconta la storia dei coniugi Ransome – una coppia borghese incastrata nei rigidi schemi della propria vita – che si ritrova la casa completamente svaligiata. Com-ple-ta-men-te.

Niente mobili, niente tivù, niente moquette. Il roloto della carta igientica? Manco per niente.

Maurice, il convenzionalissimo marito di Rosaline, rimane paralizzato da questo evento sinistro. Non riesce ad evolversi, ad abituarsi alle novità.

La sigora Ransome, al contrario, catapultata fuori da trentanni di routine e schemi ben rodati, si affaccia – timidamente – alla vita e ne scopre, a piccoli passi, nuove e curiose sfaccettature. Osa trasgredire.

Ciò di cui si rende conto Rosaline è che grazie a questo stranissimo furto potrà riempire di nuovo la casa, ma potrebbe trasformare il procedimento anche nell’occasione per riempire le loro vite.

Rosaline sfugge alle convenzioni. Rosaline si ridisegna. Rosaline mi ha ispirata.

E dunque il mio augurio, a tutte le donne, è di capire chi siete e di fare della vostra vita quello che volete veramente.

N

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Una doppia storia, di Tiziana M.L.Gazzola

Gazzola_cover 2Una doppia storia. La bella moglie del farmacista. La moglie dell’americano di Tiziana M. L. Gazzola è un libro che non avrei mai letto se Caoserfa Edizioni non lo avesse caldamente raccomandato. E sono ben lieta che lo abbia fatto, perchè è un vero e proprio gioiellino di bildungsroman novecentesco dalle tinte autobiografiche che diversamente non avrei mai scoperto.

In passato il romanzo di formazione seguiva le tracce e l’evoluzione del protagonista verso la maturazione con lo scopo di promuovere l’integrazione sociale del protagonista. Una doppia storia, invece, è un romanzo di formazione in senso più moderno, novecentesco appunto: racconta emozioni, ricordi, sentimenti senza nessuna pretesa di approvazione. La protagonista, anzi, più volta manifesta il sentimento di estraneità o incapacità di comunicare con il prossimo.

In Una doppia storia si narrano le vicende che hanno visto l’autrice diventare prima madre e poi se stessa attraverso le peripezie della madre (amata, ammirata e contrastata) e della sua famiglia in uno squarcio di Storia del ‘900 veneto. Un’infanzia che ho mancato di pochissimo, sia geograficamente sia temporalmente, ma che in un dialetto diverso mi è stata raccontata più e più volte da mia madre e da mia nonna. Un’infanzia fatta di tradizioni, abitudini, doveri e profumi intensi.

Lo consiglio a chi è nostalgico, a chi è interessato agli studi di genere, alla nostra storia e a chi è appassionato alle tradizioni.

 

Link acquisto: Una doppia storia

Sleeping Beauties: lo leggiamo?

Consiglio Sleeping Beauties? Assolutamente sì.

Non l’ho amato di vero amore, come di solito mi accade con Stephen King, ma è un ottimo libro e lo consiglio soprattutto a chi non legge il Re perchè ne ha troppa paura.

Lo potete acquistare qui: Sleeping Beauties. E condividere la vostra esperienza di lettura seguendo gli articoli che ho scritto MentreLeggevo:

Sleeping Beauties: iniziamo

Sleeping Beauties: un mondo senza donne?

Sleeping Beauties: il grande albero

Sleeping Beauties: Angel

Sleeping Beauties: una favola dark

Speeling Beauties: la scelta

Buona lettura!

Speeling Beauties: la scelta

img_0459Ultima tappa, il libro è finito. Tiriamo le somme: le donne si addormentano una dopo l’altra in tutto il pianeta. Appena chiudono gli occhi, una sostanza disgustosa le avvolge e strani filamenti cominciano a ricoprire i loro volti fino a imbozzolarle completamente. Particolare inquetante: se svegliate, le belle addormentate diventano ferocissime. Come usciranno da questa epidemia i sovranni dell’horror?

Le donne si svegliano, ma si svegliano in una dimensione diversa regolata da uno scorrere più lento del tempo. Ed è proprio il tempo a darci l’occasione di vedere come una società matriarcale sia perfettamente in grado di andare avanti. Le due dimensioni messe a confronto mostrano un mondo di uomini che va a scatafascio velocissimamente opposto a un mondo di donne che piano piano rinasce, si organizza e prospera.

Ecco dunque, come dicevo nel precedente articolo che se volete leggere trovate qui, come i King analizzino la relazione tra i sessi in questo preciso momento storico. Non prendono una posizione, non partono dal punto di vista privilegiato di una delle due parti, gli autori in questo romanzo mostrano. Forse mi sbaglio, ma ora che ho terminato la lettura oso insinuare che analizzinino con più attenzione proprio il genere maschile. Sanno che i generi sono intrisecamente diversi e a partire da queste diversità tessono la loro tela (riferimento voluto!).

Ritorniamo alla domande fondamentale: come uscire da questo apocalittico contagio? La risposta si trova in una scelta: le donne, con voto unanime, devono scegliere se vivere nell’Altro Mondo, quello da loro appena costruito, e coltivarlo, amarlo, nutrirlo oppure tornare indietro dai loro uomini.

Aspetto che lo finiate ma inatnto mi piacerebbe sapere: voi cosa scegliereste?

Sleeping Beauties: una favola dark

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In foto mia figlia che mi aiuta a perdere il segno.

A parte la tristezza che mi attanaglia ogni volta che temino un buon libro, mi ritrovo a domandarmi: ma cos’è che ho appena finito di leggere? Sleeping Beauties non è un horror, non nel senso a cui King ci ha abituato. Non è neanche un thriller, non nel senso classico del temine almeno. Allora cos’è? Direi una buonissima favola dark per adulti appasionati del Re. Ecco cos’è.

Criticato ferocemente sia per l’inclusione del figlio nella scrittura del romanzo sia per i riferimenti perlopiù critici a una determinata fetta d’America, il libro parte da un’idea forte: come sarebbe il mondo senza donne? Beh, in buona sostanza, gli autori ci dicono che sarebbe un brutto brutto mondo in cui vivere. Apocalittico, confuso, violento.

E come fanno a dircelo? Qui credo che l’impronta del Re sia più marcata di quella del figlio perchè invece che dire o raccontare, in queste pagine il mondo senza donne ci viene mostrato. Così come ci viene mostrato – e non dichiarato – il sostegno di King al femminismo.

Sleeping beauties, pieno zeppo di personaggi, diventa quindi una sorta di ricettacolo di punti di vista su un discorso culturale dominante. King dipinge figure a cui da una voce. L’insieme di queste voci veicolano violenze, abusi, stereotipi il cui filo conduttore è il femminismo. Una guardia che invece di sorvegliare e proteggere le detenute, le palpeggia e abusa di loro. Ci sono mariti padroni, mariti assenti e ci sono mariti inutili. e poi i manigoldi imbecilli dei fratelli Gringer, in puro stile King. Per ultimo Frank Geary, l’accalappia cani che non riesce a tenere sotto controllo i suoi accessi d’ira. Vuole proteggere la figlia a qualunque costo, spesso e volentieri spaventandola. E allontana la moglie che proprio a causa della sua insabilità vuole il divorzio.

Uno dei punti di forza è che non c’è morale. Sleeping Beauties è piuttosto l’articolarsi di un dibattito. Infatti, se il messaggio fosse esclusivamente femminista la storia non si svilupperebbe intorno a un carcere femminile. I profili che ne risultano mostrano donne aggressive, violente, disturbate. Insomma, chi è senza peccato – e questo vale per entrambi i generi – scagli la prima pietra.

Se lo volete leggere, potete acquistalo qui: Sleeping beauties

Sleeping Beauties: Angel

Di donne dai profili interessanti, misteriosi o oscuri Sleeping Beauties è pieno zeppo. Questi profili, a loro volta, sono complessi, imperfetti e ricchi di sfaccettature che ci impediscono di catalogarli tra i buoni o tra i cattivi. Sono personaggi che vanno capiti.

Ecco perché tra tutti, oggi voglio parlarvi di Angel. Angel è una delle detenute del Dooling. È in carcere quindi non può essere una santarellina. E sempre perché in carcere, è difficile che possa fare esperienze o vivere avventure che portino a un’evoluzione del personaggio. La sua evoluzione si è conclusa proprio qui, in cella, dove di avventure le guardie (anzi no, gli agenti) si assicurano che non ne possa più avere.

Viene presentata come la più pericolosa delle detenute. Instabile. Pazza. Violenta. Aggressiva. Altalenante. Ma quante belle parole! Tutte, nella storia, associate spessissimo al genere femminile.

Poi però, mano a mano che la storia avanza, di lei scopriamo qualche lato nuovo. Lo scopriamo attraverso le sue azioni, non perché detto da qualche altro personaggio o dal narratore. King mostra (showing) e lascia ad altri scrittori più noiosi il telling.

E così Angel prepara il caffè alle altre detenute, per aiutarle a star sveglie. Si rende utile. Canta il rap.

Quando incontra Evie cambia tutto di nuovo. Scopriamo una parte del suo passato che ci allontana di nuovo da lei. È un assassina, lo immaginavamo, ma quello che ha fatto – per cui non è in cella – è davvero troppo da sopportare. No, non ve lo dico cos’è, perché se lo state leggendo con me, come spero, non voglio rovinarvi l’arrivo del macigno che sta per schiacciarvi. Ma una cosa ve la dico, perché riguarda la giustizia e lo spunto che King ci fornisce al riguardo: Angel sta pagando per alcuni dei delitti che ha commesso. Non tutti. La giustizia terrena è incompleta. Inefficace forse. Ma nel suo animo quel fardello è da portare. Sempre. Tutti i giorni. Tutte le ore. Ogni secondo.

Nei capitoli successivi scopriremo altro di Angel, delle sue sofferenze e di come i crimini che ha commesso siano connessi alla violenza che sempre l’ha caratterizzata.

Concludo con un ultimo spunto di riflessione. Proseguendo ulteriormente arriviamo ad associare a Angel il sentimento della pietà. E questa è una piega inaspettata che, guarda caso, ha bisogno degli uomini perché accada.

Alcuni uomini stanno pensando di prendere d’assedio il carcere (uomini dello stesso stampo di quelli che stanno dando fuoco alle dormienti). I protagonisti si stanno preparando al peggio e Angel, ingenuamente, si cimenta in un paio di impacciate mosse di kung fu come per dire “che ci provino, li farò fuori tutti”. Un’indifesa carcerata, disarmata, dietro le sbarre, sola contro un gruppo di uomini armati fino ai denti: un’immagine che fa quasi tenerezza.

Sleeping Beauties: un mondo senza donne?

img_0361Che i King si stiano immaginando un mondo senza donne? E’ possibile? Sono ancora relativamente all’inizio, circa al capitolo 7, e la favola della bella addormentata si sta trasformando in un orribile incubo.

Quando si addormentano, le donne vengono avvolte in un bozzolo e non si svegliano più.

Di sicuro le donne sono al centro di questa favola horror. Il carcere femminile è il fulcro dell’analisi dei King, ma tutte le figure femminili del romanzo, senza esclusione di colpi, passano attraverso la lente clinica dei due scrittori.

Abuso di potere, sottomissione, abuso del corpo femminile, debolezze, violenza di genere: i temi affrontati sono attuali e scottanti.

Ma torniamo alla lettura, devo sapere dove vanno le donne quando dormono. A prestissimo, giusto qualche altro capitolo poi torno!

Ps. vi è venuta voglia di leggerlo con me? Ecco dove potete procurarvelo: Sleeping Beauties