The Outsider, Stephen King

Un altro colpo messo a segno dallo scrittore che conosce il male e tutte le sue innumerevoli facce meglio di chiunque altro: Stephen King.

Parliamo dunque di The Outsider, del Re del brivido, edito Sperling & Kupfer.

Ve lo devo dire, questo è un libro che mi ha fatto arrabbiare. E tanto anche. La prima metà del libro mi ha spaccato il cervello in due, totalmente incapace di decidere quale verità fosse quella giusta in cui schierarsi.

In questa prima fase del libro King non solo getta le basi della storia, non sta solo accompagnando il lettore verso l’incontro con l’ignoto… ma si sta anche divertendo come un matto a farlo impazzire. E io per questo l’ho odiato, ma anche amato di amore vero.

The Outsider vi mostra uno Stephen King che accarezza l’ignoto e corteggia il soprannaturale, ma lo fa vent’anni dopo IT (link di acquisto in italiano: It), con protagonisti adulti e intrisi di razionalità. Non più bambini capaci di vedere attraverso quel velo che separa l’innocenza dall’esperienza.

Alibi, impronte digitali, video della sorveglianza, dna… come coniugarle con la mutevolezza del male?

Nella seconda parte del libro, invece, mentre la storia raggiunge il climax, King continua ad ammiccare al lettore con riferimenti ad alcuni dei suoi romanzi passati in un vortice di easter eggs che esaltano il lettore più esperto.

King ci aveva già dimostrato di essere perfettamente in grado di coniugare, e di farlo in modo convincente, razionale e sovrannaturale in tutti i suoi libri. Ce n’è uno, però, in cui la parte razionale viene affiancata alla logica poliziesca del metodo scientifico e delle prove schiaccianti: la trilogia di Mr Mercedes (link di acquisto qui: Mr. Mercedes, Chi perde paga, Fine turno) e dopo l’incredibile successo ottenuto, King prosegue su questa strada, anzi l’affina, dimostrando di poter far irrompere la presenza sovrannaturale nella realtà quotidiana piegandola a suo piacimento nel modo più convincente possibile.

Ho iniziato a leggere e a amare King più di dieci anni fa e da allora questo scrittore non mi fa dormire sogni tranquilli. Eppure sono sempre qui, con un suo libro in mano, in attesa del prossimo oppure alla ricerca di qualche pubblicazione passata che mi è sfuggita. Con King sono cresciuta come lettrice e come persona. Leggetelo, non ve ne pentirete.

Come sempre, se volete sostenere il mio lavoro, vi lascio i link di acquisto:

Copertina rigida: The outsider

Copertina rigida e in lingua originale:The outsider

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Ready Player One – The End

Ormai stiamo leggendo il libro da un po’. Io l’ho già finito, purtroppo, e ora mi sento come se avessi perso un amico. Come direbbe Paul Sweeny: “Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico.

Ho ancora alcuni pensieri che vorrei condividere con voi. Il primo riguarda il worldbuilding. Ma che 2045 ha creato quest’omino qui? Un mondo pazzesco. Un futuro in cui la terra ha esaurito le sue risorse, la gente sopravvive di stenti e fugge su OASIS, una piattaforma paradisiaca dove tutto è possibile, dove possono crearsi la vita che sognano e che non possono avere.

La cura dei dettagli è uno degli aspetti che ha stimolato di più la mia fantasia. I riferimenti alla cultura e alla fantascienza degli anni 80′: la ciliegina sulla torta. Sono tantissimi, dettagliatissimi, una vera sfida nella sfida. Ma che faccia avrà fatto il buon Spielberg quando ha ricevuto la sceneggiatura? Questa è una di quelle situazioni in cui avrei voluto essere una mosca e aggirarmi liberamente nell’ufficio del buon Spielberg per godermi la scena.

Vi saluto con una chicca: lo sapete che nel trailer appare un QR code che porta a una missione segreta??? Bene, allora buona caccia!