Figlio del cimitero: Scarlett

img_0656Che bella l’amicizia. Quella vera, quella speciale dei bambini che giocano insieme e si rincorrono e si cercano e si aspettano.

La giovane Scarlett passa i suoi pomeriggi a giocare nel cimitero dobe anita Bodmentre la madre legge seduta su una panchina. Potrebbe apparire un po’ strano, tetro soprattutto, ma un cimitero all’inglese io me lo immagino come un vasto parco tranquillo. Sappiamo che c’è una collina, un anfiteatro, il grande viale Elizio, alberi di mele, una chiesa e ovviamente i mausolei. Sì, in un posto così io ci passerei il pomeriggio e leggere e a guardare mia figlia scorrazzare e esplorare i dintorni. Non tutti i giorni magari, ma ogni tanto sì.

Così i Bod e Scarlett si incontrano, si studiano, giocano e diventano amici. Di quell’amicizia folgorante, del scegliersi in un attimo, lasciarsi in un momento e rimanersi fedeli fino all’età adulta. O almeno così spero sia per Bod e Scarlett.

Agli occhi dell’adulto Scarlett ha un amico immaginario, ma l’immaginazione della bambina qui non c’entra affatto. E’ tutto reale. Fino a inoltrarsi all’interno della collina, dentro al suo cuore, alla ricerca della tomba più antica protetta dallo Sleer, l’inquietante guardiano dei tesori del Padrone. Un’avventura inquietante e elettrizzante che li unirà per sempre.

Che figura quella dello Sleer! L’uomo indaco. L’evanescente entità primordiale che parla usando il “Noi”. Un agglomerato di spire che agisce sulla paura, in attesa da tempo immemore del suo Padrone.

Siete ancora con me o ve la siete fatta sotto?