Ready Player One – L’amicizia

I protagonisti del romanzo sono cinque: Parzival, Art3mis, Aech, Soto e Daito. I gunter, ovvero i cacciatori. Cinque ragazzi solitari, timidi, poveri in un mondo devastato.

Una delle caratteristiche che li accomuna è l’incapacità di rapportarsi con gli altri nel mondo reale. La paralisi dell’incontro. E, viceversa, il coraggio che li contraddistingue nel mondo virtuale dove si ritrovano a essere impavidi eroi. Su Oasis non sono impacciati e timidi, non incontrano difficoltà di comunicazione. Non sono vittime della solitudine e delle imperfezioni fisiche che li schiacciano nel mondo reale. Su Oasis sono avatar vincenti. Da prede a cacciatori.

Partecipando tutti alla caccia perciò tra loro sono rivali. C’è una forte competizione, una sana competizione, di quelle che stimolano e spingono a dare il meglio di sé stemperata solo dal farsi avanti della IOI. È così, piano piano, si alleano. La loro diventa una causa unica: impedire che l’egg finisca nelle mani dei cattivi.

E arrivati fin qui, vi dirò cos’è che mi ha colpito: l’amicizia tra i ragazzi, che nasce tra pixel che sembrano umani, si realizza nella sua piena totalità soltanto alla fine, quando tolgono i visori e i guanti e si guardano per la prima volta negli occhi. Quando cioè accettano la loro umanità, le loro imperfezioni e capiscono che sono proprio quest’ultimo a renderli unici e speciali.

Annunci

Ready Player One – Ludus

Capitolo 0004 – Ludus, OASIS.

L’istruzione nei romanzi distopici è una tappa fissa, uno di quegli aspetti che per forza vanno inseriti. La cosa che mi ha sorpreso, però, è il modo in cui Cline affronta l’argomento. Non utilizza la scuola per introdurre il più ampio discorso di propaganda. No. I professori di Wade sono felici del loro lavoro, sono tipi a posto, simpatici anche: “più o meno tutti fantastici”. E siccome tra le altre cose sono anche io un’insegnante, questo capitolo l’ho letto con grande curiosità. Udite udite:

A differenza dei loro colleghi del mondo reale, sembrava che agli insegnanti della scuola pubblica piacesse davvero il proprio lavoro, e questo probabilmente perché non dovevano sprecare metà del loro tempo a fare da balia o da cani da guardia. Era il software a occuparsi della disciplina.

Ho dovuto rileggere questo passaggio un paio di volte, sorpresa dal fatto che un scrittore di fantascienza si fosse così tanto avvicinato al mio sogno proibito: “Tutto ciò che gli insegnanti dovevano fare era insegnare”. Sbalorditivo.

Capitolo 0007. Wade scopre una cosa per lui, e per la caccia, importantissima (no, tranquilli, non ve lo dico cos’è). Esclama Cazzo! in classe, ma il software disciplinare filtra l’imprecazione: “Volgarità rimossa – Avviso cattiva condotta”. Un sogno, lo ribadisco.

Altro vantaggio: mantenere l’attenzione degli alunni è facile su OASIS: le aule sono dei ponti ologrammi grazie a quali i professori possono portare gli studenti in gita virtuale ogni volta che lo vogliono. Ad esempio: lezione di biologia? Un viaggetto dentro al cuore umano. Astronomia? Via, tutti su Giove! Per farla breve, un contesto in cui la virtualità non mi spaventerebbe, anzi, in cui mi ci immergerei a capofitto.

Avete sentito? È suonata. Torno nella mia classe virtuale. La ricreazione è terminata.

Ready Player One: il gioco nel gioco

Inseriamo il gettone: Ready Player One. Primissimi capitoli. Il mondo è un brutto posto. Le persone vivono, si innamorano, vanno a scuola, insomma, trascorrono le loro giornate su OASIS, una realtà virtuale accessibile a tutti. Il sistema ha esaurito le sue risorse, la povertà dilaga. Detta così non sembrerebbe una trama originalissima, eppure fin dalle primissime righe mi ha incollato alla pagina.

Di OASIS mi affascina l’idea che racchiuda tutti i mondi fantastici mai creati dall’uomo, trasformandoli in realtà virtuale. Il libro si concentra sui luminosi, rumorosi e ignegnosi anni 80′, anzi, ne è quasi una dichiarazione d’amore. Insomma, l’idea di un contenitore tridimensionale che racchiuda tutti gli universi nati dalla fantasia dell’uomo (anni 80′ e non) è il primo dei pregi che considero appetitosi in questo libro.

Il secondo è lo stile, fin dalle prime pagine serrato e scorrevole. La scrittura è leggera, senza fronzoli e diretta a mandare avanti la trama. Per ora, un romanzo da leggere tutto d’un fiato.

Il terzo pregio è la mise an abyme, mi affascina sempre in un romanzo. Il tentativo, cioè, di ricreare attraverso un espediente narratologico il ripetersi di un evento, una storia nella storia, o, nel nosro caso, il gioco nel gioco. Il protagonista si collega a OASIS ed è proprio sul piano di questa realtà virtuale che comincia la caccia declinata a sua volta in una serie di giochi. Piccola osservazione, a me sembra che il mondo descritto in OASIS sia più reale (minuzioso, dettagliato), concreto forse è la parola più adatta, del piano della realtà dove il protagonista dorme e mangia.

Ready Player One – Cominciamo dalla copertina

RP1-Parade
Reddit

Amici, ecco il domandone: qual’è la vostra copertina preferita di Ready Player One?

La domanda non è così scontata come potrebbe sembrare. La prima edizione in lingua originale risale al 2010, quella italiana al 2011. Da allora, molte sono le versioni della copertina, sia italiane sia straniere. Il libro è disseminato di citazioni, riferimenti e easter eggs perciò anche la copertina dovrebbe allinearsi a questo stile.

Personalmente, quella norvegese è quella che mi attira di più, insieme a quella italiana dell’edizione limitata attualmente in vendita qui Ready player one. Ediz. limitata. Ha la copertina rigida, nera, con il profilo di un videogioco che illumina il titolo. Unica pecca, questa versione è costosetta.

Kindle (decisamente più abbordabile) Ready Player One per Kindle.

Bene, ora non si scherza. Che la lettura abbia inizio!

Ready Player One!